Formula 1

Montezemolo ammette: “Il mio sogno proibito era Senna”. E sulla Ferrari: “Manca leadership”

Giandomenico Tiseo

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Montezemolo / LaPresse

Ayrton Senna è stato il grande rimpianto della carriera di Luca Cordero di Montezemolo. Lo racconta lo stesso ex presidente Ferrari in un’intervista ad AS, ripercorrendo i momenti più importanti della sua esperienza in F1 e soffermandosi anche sulle difficoltà attuali della scuderia di Maranello.

Il mio sogno proibito era Senna“, confessa Montezemolo, ricordando il desiderio di portare a Maranello il fuoriclasse brasiliano. Un’operazione mai concretizzata, mentre la Ferrari avrebbe poi costruito la propria epoca d’oro attorno a Michael Schumacher. “Dei piloti che ho scelto per lavorare con me, senza dubbio Schumacher è stato il migliore. Anche Lauda e Fernando Alonso. I tre migliori, senza dubbio. Poi c’era un certo Ayrton Senna“. Tra i protagonisti di oggi, invece, indica Max Verstappen come “il migliore“.

Il ricordo di Schumacher rimane particolarmente forte: “Lo rimpiango molto. Mi manca“. Montezemolo racconta di essere ancora in contatto con Corinna Schumacher e sottolinea il legame del tedesco con la squadra: “Voglio un bene dell’anima a Michael“. Un pilota che, secondo il suo ex presidente, “se vinceva o perdeva, era sempre con la Ferrari”.

Il discorso si sposta inevitabilmente sulla situazione attuale della Rossa. Montezemolo individua soprattutto un problema organizzativo: “In F1 bisogna avere un’organizzazione perfetta e un leader forte“. E aggiunge: “Oggi, visto da fuori, credo che manchi leadership. È lampante“.

Non è soltanto una questione di vittorie. A preoccupare l’ex n.1 del Cavallino Rampante è la distanza dalla lotta per il titolo: “Quello che mi costa di più accettare, da tifoso e appassionato del rosso, è che oggi non sia più lì, nemmeno vicino“.

Il confronto con il passato è inevitabile: durante la sua gestione Ferrari arrivò a perdere undici Mondiali all’ultima gara. Tra questi quello del 2008 con Felipe Massa, rimasto campione del mondo per pochi secondi a Interlagos: “È l’unico GP nella storia della F1 in cui un pilota taglia il traguardo ed è campione del mondo. Poi, dopo 16 secondi, perde“.

Montezemolo guarda anche alla trasformazione del Circus sotto la gestione Liberty Media. Ne riconosce la crescita globale e il successo commerciale, ma avverte: “Oggi è uno show“. Per lui, però, il confine è chiaro: la F1 può crescere e conquistare nuovi pubblici, senza perdere la propria natura. “Non bisogna esagerare. Sempre sport“.

Infine Madrid, che per il manager italiano rappresenta anche un pezzo di storia personale. La sua prima vittoria da dirigente Ferrari arrivò infatti al Jarama nel 1974, con Niki Lauda. “La prima vittoria della mia carriera e quella di Niki Lauda furono a Jarama“.

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