Ciclismo

Mondiali ciclismo 2026, Isaac Del Toro fra i tre grandi favoriti. Ma il percorso sarà un po’ meno duro rispetto al GP Montreal

Gianluca Bruno

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Isaac del Toro - Lapresse

Isaac Del Toro arriva alla prova in linea dei Mondiali di Montréal con un biglietto da visita pesantissimo. Il messicano è infatti considerato, insieme a Remco Evenepoel e Paul Seixas, uno dei tre grandi nomi da tenere maggiormente d’occhio per la maglia iridata. Il successo ottenuto appena due settimane fa nel GP Montréal, proprio sulle strade che assegneranno il titolo mondiale, ha inevitabilmente aumentato le aspettative nei suoi confronti.

La gara di domenica sarà però leggermente differente rispetto a quella vista in chiave World Tour una dozzina di giorni fa. La principale riguarda la struttura stessa del percorso. La prova iridata sarà infatti caratterizzata da un lungo tratto iniziale di trasferimento, praticamente privo delle difficoltà che invece caratterizzano il circuito cittadino, prima dell’ingresso nella parte decisiva di Montréal. Questo significa che i corridori affronteranno meno giri del circuito rispetto al GP Montréal, con conseguente riduzione del dislivello complessivo. Le ripetute salite di Camillien-Houde e Polytechnique resteranno comunque il fulcro della gara, ma saranno affrontate per un numero inferiore di volte.

Per Del Toro, però, c’è anche un altro elemento da non sottovalutare: la squadra. Il Messico avrà regolarmente un contingente di sei corridori, ma nessuno degli altri componenti della selezione appartiene al WorldTour né, più in generale, ha il livello necessario per garantire alla stella della UAE un supporto paragonabile a quello che potranno avere i principali rivali. In una corsa di 273,7 chilometri, nella quale sarà necessario gestire energie e posizione per oltre sei ore, questo può diventare un fattore importante soprattutto quando il gruppo inizierà a ridursi.

Del Toro dovrà quindi affrontare il Mondiale contando soprattutto sulle proprie gambe e sulla capacità di leggere una corsa inevitabilmente molto tattica. Il terreno lo conosce già alla perfezione e il successo al GP Montréal rappresenta una garanzia importante sul piano della condizione, così anche la buona performance nella cronometro. Dovrà attendere il momento giusto per attaccare e soprattutto seguire tutti gli avversari.

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