Nuoto

Matteo Giunta: “Martinenghi vede le difficoltà come opportunità. I tecnici italiani sono i migliori al mondo”

Alessandro Passanti

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Nicolò Martinenghi / Lapresse

Matteo Giunta è stato l’ospite dell’ultima puntata di Swim Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il tecnico di diversi nuotatori, su tutti Nicolò Martinenghi, ha toccato diversi argomenti di grande importanza, tra presente, passato e futuro.

Il primo all’ordine del giorno, ovviamente, gli ottimi risultati di Nicolò Martinenghi a Parigi: “Sicuramente un infortunio per un atleta è la cosa peggiore che possa capitare, ti mette ai box e, se lo stop sarà lungo, la difficoltà maggiore è reagire in maniera positiva rimanendo concentrati. Quello che gli è successo con 4 mesi di stop sono mazzate difficili da digerire. È stato bravissimo a rimanere concentrato e lucido sapendo di avere lavorato duro. La voglia di tornare a nuotare lo ha spinto, anche se non era per niente scontato. Non abbiamo voluto forzare niente a livello di tempi e, quando è tornato al 100%, abbiamo valutato di andare o meno agli Europei. Nella sfortuna l’infortunio è capitato nell’anno con “solo” gli Europei per fortuna. A fine maggio è tornato in forma e ha iniziato a concentrarci sulla rana. Al Sette Colli l’ho visto centrato e convinto e ci siamo detti di andare a Parigi”.

Il nuotatore classe 1999 ha diverse qualità eccezionali:Una delle sue forze è riuscire a reagire a queste situazione come un vero campione. Non si abbatte, non le subisce, le prende come una opportunità. Ormai ci conosciamo bene e capisco quando spingere o quanto rallentare, quando ascoltarlo e quando spronarlo”.

Quali sono i capisaldi per il tecnico pesarese? “Nella mia esperienza ho capito quanto sia importante il ruolo dell’allenatore. Dobbiamo dare serenità e certezze all’atleta. Essere come la terra ferma. Mai essere in tensione, perchè lo percepiscono. Bisogna sempre dare fiducia nei momenti difficili. Ci sono situazioni complicate che mi preoccupano, ovviamente, ma so che non c’è alcun motivo per trasferirle all’atleta. Bisogna sempre guardare al bicchiere mezzo pieno”.

Ultimamente molti atleti scelgono di andare a vivere all’estero per allenarsi“Io vado totalmente in controtendenza. Per me i tecnici italiani sono i migliori del mondo. Lo dico perché ci credo. Il livello è altissimo e ci sono tecnici che potrebbero farlo ad altissimo livello, ma non hanno la fortuna di avere l’atleta di talento che può sottolineare le loro capacità. Andare all’estro, come Sara Curtis per dirne una, non penso che cambi moltissimo. Credo che se fosse rimasta in Italia avrebbe ottenuto gli stessi risultati. Ad ogni modo è sicura della sua scelta e ha fatto benissimo, ci mancherebbe. Allenarsi con grandi campionesse ti dà uno sprone enorme che le fa bene”.

Come sta evolvendo il nuoto? “Dopo tanti anni in questo mondo ho una certa esperienza. In 20 anni non penso ci sia una particolare evoluzione delle metodologie di allenamento. Nel 2009 abbiamo visto i costumi interi e ora dopo 17 anni i costumi femminili sono molto simili perchè il progresso è andato avanti. A livello maschile, invece, rimane una notevole differenza. Quello che ha portato a questi tempi? Semplicemente, gli atleti sono più forti. Penso che gli allenamenti siano completamente diversi da atleta ad atleta a parità di gara. Quello che conta sempre sono la serenità e la voglia di gareggiare, ma divertendosi. Aspetti quel momento da anni e devi godertelo al massimo”.

Da alcune parti sono arrivate critiche sui giovani dopo Parigi 2026: “Penso che per i giovani partecipare ad un Europeo sia il modo migliore per inserirsi nel circuito maggiore e fare esperienza. Non come una cosa a sé stante, ma deve essere un momento per fare esperienza a livello personale e di gruppo. Fare tesoro di quello che fanno i colleghi più esperti. Qualcuno è deluso dai risultati? Mi pare un po’ troppo severo come giudizio. Hanno tutto il tempo che vogliono per emergere. Qualcuno poteva fare di più, certo, forse per essere già all’Europeo. D’Ambrosio? Forse è arrivato un po’ stanco per qualche settimana di lavoro perso. Ha migliorato agli Europei ma, per sua sfortuna, gli avversari hanno fatto grandi cose”.

Quali saranno gli obiettivi del prossimo anno? “Sono abituato, al termine di oggi stagione, a tirare una riga, vedere quello che ha funzionato o meno e discuterne con i ragazzi uno per uno. Valutare insieme il percorso da fare l’anno successivo”.

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