MotoGP
Matteo Gabarrini: “Sogno di arrivare in MotoGP. Vorrei che questo sport avesse più seguito in Italia”
A soli 17 anni Matteo Gabarrini, per tutti “Gaba”, ha già alle spalle un percorso costruito tra talento, sacrificio e una formazione di alto livello. Nato a Senigallia nel 2009, il giovane pilota marchigiano è entrato all’inizio del 2024 nella VR46 Riders Academy di Valentino Rossi, una realtà che accompagna i giovani talenti italiani nella crescita verso il professionismo.
Il suo avvicinamento alle competizioni è iniziato molto presto: nel 2021, a 12 anni, Gabarrini si è laureato Campione Italiano MiniGP 50cc, prima di proseguire la propria esperienza nel CIV e nell’European Talent Cup. Nel 2025 è arrivata anche la prima pole position in ETC, sul circuito di Magny-Cours. Nel 2026 il passaggio alla Moto3 dello JuniorGP, il cosiddetto “Mundialito”, in sella a una KTM del team marchigiano MTA Italia Racing, con risultati che lo hanno portato stabilmente nella top-10.
Nel suo percorso c’è poi una presenza particolarmente significativa: quella del padre Cristian Gabarrini, storico capotecnico della MotoGP, protagonista dei titoli mondiali conquistati da Casey Stoner e, più recentemente, da Francesco “Pecco” Bagnaia con la Ducati ufficiale. Una figura professionale di enorme esperienza che Matteo considera ancora oggi un punto di riferimento fondamentale. Nell’intervista concessa a OA Sport, il giovane centauro nostrano ha rivelato aspetti interessanti.
Matteo, quando e come è nata la tua passione per il motociclismo?
“Ho iniziato ad appassionarmi all’età di 7 anni, grazie anche al lavoro di mio papà, che è capotecnico in MotoGP, e sono salito per la prima volta su una minimoto alla fine del 2016“.
Quanto è stata importante la figura di tuo padre nel tuo percorso?
“È stata importantissima per me in questi anni. È stato lui a insegnarmi le basi e a darmi un certo tipo di impostazione che mi porto dietro ancora oggi. Anche in seguito all’ingresso nella “VR46 Riders Academy” continua a essere un mio riferimento. Mi confronto con lui tutti i giorni durante i weekend di gara e negli allenamenti, perché so che mi può dare una gran mano anche a distanza“.
Stai gareggiando nel Moto3 Junior e le ultime gare, con un’ottava e una decima posizione, fanno ben sperare. Sei considerato uno dei giovani talenti italiani: pensi già alla MotoGP?
“Il pensiero per la MotoGP c’è sempre, essendo il mio obiettivo poterci gareggiare in futuro. Preferisco però rimanere concentrato sul presente, vivere il mio percorso al massimo e costruire il mio futuro lavorando nel miglior modo ora“.
Quanto è intensa la preparazione all’interno della VR46 Riders Academy? Puoi raccontarci qualcosa dei tuoi allenamenti?
“Con la “VR46 Riders Academy” ci alleniamo con vari tipi di moto, in diverse discipline, e ci sono sessioni di palestra. Per esempio, ci alleniamo in piste grandi con moto grandi, in piste piccole con moto piccole, ma anche al ranch sullo sterrato“.
Che idea ti sei fatto del movimento motociclistico italiano?
“Penso che nel nostro Paese il motociclismo, per quanto sia spettacolare, abbia un seguito troppo basso. Mi piacerebbe che in futuro fosse capito e guardato da più persone“.
C’è un pilota al quale ti ispiri particolarmente?
“Attualmente non ho piloti a cui faccio riferimento. Cerco di prendere i punti più forti di ognuno e di farli miei, per diventare il più completo possibile”.
In futuro ti piacerebbe correre per un team in particolare?
“In un futuro prossimo, in MotoGP, non ho un team in particolare in cui vorrei correre. Sicuramente quello con la moto più competitiva. Però, se dovessi pensarne uno, perché non rimanere in casa e correre nel VR46 Racing Team!“.
E qual è il sogno che custodisci nel cassetto?
“Diventare campione del mondo di MotoGP“.