Atletica

Marta Morara: “Devo rendere più costante la rincorsa. A Los Angeles 2028 ci penso, è il sogno”

Alessandro Passanti

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Marta Morara / LaPresse

Marta Morara è stata l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La saltatrice in alto romagnola si è raccontata a 360 gradi, facendo anche il bilancio di questa stagione che l’ha vista protagonista anche agli Europei di Birmingham.

La saltatrice in alto classe 1999 parte con il suo racconto dai primi passi nel mondo dello sport: “All’inizio facevo nuoto qui a Imola fino ai 10-11 anni poi, piano piano, sono entrata nel mondo dell’atletica. Ho fatto anche altri sport ma l’atletica mi ha appassionato e non l’ho più lasciata. Non sono stata un talento da piccola. Da cadetta sono stata tra le prime in Italia con salti un po’ casuali. Da allieva sono migliorata facendo anche agli Europei Under 18. Una manifestazione che mi ha dato tanto anche a livello di rapporti interpersonali. Ho conosciuti tanti atleti italiani e non”.

Marta Morara, però, ha dovuto convivere con una serie di infortuni davvero pesanti: “Ho avuto una ernia discale alla schiena che mi ha tenuta ferma quasi un anno. Tornare all’attività al 100% non è stato facile. Ho avuto anche un problema alla caviglia che mi ha tenuto ferma a lungo anche in quel caso. Non dimentico anche, nel 2017, una mononucleosi che mi ha fatto saltare gli Europei U20″.

Passiamo ad uno dei momenti più importanti della sua carriera, ovvero il 2022: “Ho vinto l’argento assoluto alle spalle di Vallortigara poi il bronzo ai Giochi del Mediterraneo la mia prima medaglia internazionale, un momento molto bello per la mia carriera”.

Dopodiché è arrivato il triennio 2023-2025 che ha messo la nostra portacolori spalle al muro: “In questi 3 anni ci sono stati diversi problemi. Non troppo fisici, qualche dolore alla schiena ok, ma non sono stati i problemi maggiori. Ho cambiato vita diverse volte. Mi sono trasferita a Siena, poi sono tornata sui miei passi perché mancavano le strutture, quindi sono andata a Modena, dove ho intrapreso un altro percorso lungo prima di ritrovare la forma giusta a livello mentale e fisico. Fortunatamente è tornata a fine 2025, come la serenità fuori dalla pista che per me è fondamentale. Mi sono anche laureata in matematica e magari potrebbe essere un futuro per il post-atletica”.

Il primato personale di 1.88 poteva diventare un muro insormontabile? “Ho pensato che potesse essere il mio limite massimo. Pensavo che forse sarebbe stato difficile ritrovare lo stato di forma del 2022. Dopo tanto tempo che non fai il personale smetti di crederci, ti chiedi se stai facendo le cose giuste e rischi di andare in crisi”.

Agli Europei di Birmingham tutto è ruotato su un solo centimetro: “Mi è dispiaciuto tanto perchè pensavo di meritarlo. Ho fatto una gara bellissima, ho passato tutte le altezze al primo tentativo e ho mancato la qualificazione per 1 centimetro, come il mio personale. Magari in finale avrei fatto anche meglio, chi lo sa. Mi sono divertita tantissimo, ho conosciuto tante atlete ed è stato tutto bellissimo”.

Il pensiero è già al 2028? “Ovviamente l’ho nei pensieri, come tutti. Si tratta di un pensiero che si ha sin da bambini. Bisogna fare un passo alla volta nel mio caso. Devo iniziare con un 2027 positivo, quindi cercherò di ripetermi anche nel 2028. Su cosa sto lavorando? Ora mi sto riposando, quindi quando tornerò a fare sul serio mi concentrerò sulla mia rincorsa. Non l’ho troppo costante e devo trovarla con una bella progressione a livello di velocità. Questo sarà il lavoro principale. Non so ancora quale sarà il programma del prossimo anno. Ho alcune gare nel mirino di sicuro”.

Potrebbe arrivare un nuovo personale? “Non ho una misura in testa specifica. Sicuramente un obiettivo è fare l’Olimpiade più che la misura in sé. Raggiungere Los Angeles vorrebbe dire fare almeno 1.95. Ci posso arrivare? Vedremo!”

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