Canoa
Marta Bertoncelli: “Punto ad una medaglia agli Europei di Ivrea. La canoa slalom meriterebbe più visibilità”
Un’ambizione forte, manifestata con elegantissimo garbo. Marta Bertoncelli, stella della canoa italiana, è stata ospite di Focus, trasmissione di approfondimento a cura di Alice Liverani in onda sul canale YouTube di OA Sport. L’azzurra si è raccontata a lungo ai nostri microfoni, parlando, tra i vari argomenti, delle sue due esperienze olimpiche e delle prestazioni offerte non solo ai Mondiali, dove si è piazzata al quarto posto, ma anche nelle ultime due edizioni di Coppa del Mondo.
La nostra portacolori, non a caso, è reduce da uno splendido terzo posto raccolto in Canada in occasione della rassegna itinerante: “Non ho festeggiato in nessun modo, adesso abbiamo l’ultima tappa di Coppa del Mondo in Spagna. Non c’è stato tempo per festeggiare niente, la testa è già alla prossima gara. La stagione è lunga, poi ci saranno gli Europei“. Successivamente la nativa di Ferrara ha parlato del suo rapporto con le aspettative: “La pressione più grande è sempre stata all’interno, quella che veniva dall’esterno l’ho sempre utilizzata come sprono, non ho mai percepito una pressione negativa. Ho sempre avuta sempre forte dentro di me la voglia di arrivare più in alto possibile, ma nell’alto livello perdi molte più gare rispetto a quelle che vinci. L’importante è imparare dalle esperienze che non vanno come vorresti, ci servono per crescere Facciamo uno sport particolare, estremamente tecnico e molto variabile a seconda del momento in quanto ci muoviamo nell’acqua mossa. Io lo paragono allo slalom di sci: non fai il percorso prima di farlo in gara, lo scopri solo quando ci sei sopra. E’ uno sport di reattività e spesso è fuori dal tuo controllo“.
La venticinquenne ha quindi continuato: “L’istinto è fondamentale: puoi essere molto preparato nei minimi dettagli, ma capisci l’andazzo solo quando sei sull’acqua. Devi essere presente sul momento, gestire quello che c’è fuori. In tanti possono essere Campioni in allenamento, ma la gara è un’altra cosa. La parte fisica è fondamentale: non è uno sport sufficientemente lungo a livello di durata, ma è molto di forza. Devi essere molto preparato altrimenti non gestisci la seconda parte. La tecnica è fondamentale, ma devi avere un grosso bagaglio alle spalle. Poi c’è la parte mentale, che fa un buon 60%. Tutti possono arrivare ad un buon livello tecnico e fisico, il resto si divide in 20% e 20%. La testa è la parte più importante. Durante la gara, mentre scendi sai se sei in forma o no. Io lo percepisco e so che può aiutarmi a costruire la confidence per la gara. Se sento che non sto bene so che non è quello che conta. A Parigi per la gara di Coppa del Mondo stavo male, ma sapevo di essere pronta a risolvere i problemi. In Finale sentivo di stare bene, ma devi prendere queste informazioni e metterle da parte, e rimanere sul presente altrimenti sei in ritardo alla porta successiva”.
L’atleta ha poi ricordato le esperienze di Tokyo 2020 e Parigi 2024. “Sentirsi pronta? Non lo sei mai. Non cambia niente che tu sia in una Finale olimpica o fare una call di lavoro. Io porto tutto alla base. Faccio quello che mi piace, la pressione è un privilegio. In molte gare non ero pronta, ma mi sono goduta il momento. Quello che viene poi è tutto in più. Olimpiadi? Sono state entrambe positive, lo posso dire ora che è passato un po’ di tempo. Entrambe non le ho vissute benissimo in prima battuta. Al termine di Tokyo ho perso mio padre dopo due settimane. E quel periodo per me è stato molto duro per quanto bello, non è stato un buon periodo, la gara è stata bella così come il primo impatto con il Villaggio Olimpico. Ho imparato tantissimo sia per me stessa che per lo sport. Parigi è stata dura a livello emotivo, era stata l’ultima promessa a mio padre, la qualifica è stata molto dura, tra di noi in Italia c’è molta competizione per la canoa slalom, si era prolungata tantissimo e mi sono qualificata un mese prima. In quel mese non ho gestito bene la pressione, pensavo che la situazione fosse simile a Tokyo. Ma in Giappone non c’era neanche una persona per il Covid-19, mentre a Parigi c’era una quantità di gente impressionante, è stata molto dura“.
Bertoncelli ha inoltre confidato di non sentirsi a disagio nel gareggiare davanti a tante persone: “Mi trovo a mio agio, ma è stato un impatto emotivo importante stare lì. Mi sono resa conto che non lo stavo facendo per me ma per mio padre, che era l’unica persona che non era lì. Ci sono state diverse ragioni che mi hanno portato a non performare come avrei voluto. E’ stata però una lezione enorme perché mi ha portato a quella che sono oggi. Sono entrata in squadra giovane, ho cominciato ad avere buoni risultati, non volevo arrivare al top per una causalità o per una serie di conseguenze momentanee. Voglio costruirmela, voglio che ci sia una ragione per la quale sono arrivata dove sono, in modo stabile. Ho sempre voluto arrivare e rimanerci. Questo non significa che sarò sempre così, ma per me è stato intimamente importante a prescindere da quello che dicevano gli altri. Sto studiando psicologia, mi piacerebbe fare la Magistrale, ma tempo al tempo”.
Nel 2025 è arrivato un bel terzo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo: “Un bel risultato, il più giusto. Sono realista, se valgo questo non penso di dover vincere tutte le gare per forza. L’anno scorso ho preso tutte le finali, ero sempre quarta, quinta o sesto. Non ho mai preso un podio nell’individuale, poi però nella somma dei punti sono arrivata terza. Significa che sono stata sempre costante, ho fatto tanti risultati ai ridossi del podio, ma è stata una bella soddisfazione. Il 2026 è partito con il piede giusto: le selezioni italiane sono andate bene, mi sono allenata bene. Sono partita poi per le Coppe e sono stata male. Sono celiaca, e probabilmente ho avuto delle contaminazioni senza accorgermene. Ho avuto una infiammiazione che poi mi ha dato problemi alla schiena, ero molto debilitata, non ho vissuto bene quegli eventi. Questo è stato un mese e mezzo prima dei Mondiali di luglio, che abbiamo fatto nel canale dove ci saranno le Olimpiadi 2028, ad Oklahoma. Ho lavorato tantissimo, mi sono fatta il mazzo per sistemare tutto per il Mondiale facendolo a modo mio. Ho sempre voluto fare quello che reputavo giusto, foraggiata dalle altre persone. Ho fatto una dieta molto restrittiva, anche con il mio compleanno di mezzo. Lì mi sono buttata a capofitto nelle fiducia delle mie capacità. Ho messo tutto lì: ha funzionato nonostante un errore in Finale che mi è costata la medaglia e forse la vittoria. Sono arrivata quarta. Sul momento ero arrabbiatissima, poi però con il tempo si ridimensiona il valore delle cose. Era la prima tappa di qualifica olimpica, così come lo sono le ultime tappe di Coppa del Mondo. E’ stata un’ottima gara perché i punti per le Olimpiadi sono stati importanti. Eravamo in pochi ma è andato bene. Mi ha dato sicurezza in me stessa, è stata una vittoria se così si può dire intima, ho capito di stare andando dalla parte giusta“.
Marta ha poi riparlato del terzo posto ottenuto in Canada: “Ero nona nella prima manche. Da noi a differenza dello sci i punti non si sommano, poi in finale parti da zero, tutto può accadere. Non so come si fa. Io ero cotta, venivo dalla malattia, ho cercato di mettere tutto di lato, ho cercato di riposare, ho guardato video e fatto altre cose. Il mio allenatore mi ha chiesto cosa volessi: ho risposto che mi ero scocciata di arrivare sempre quarta, poi non ho detto più niente, ho conservato le energie: è andata. In giornata ho dato tutto quello che avevo. Mi emoziona la gratitudine di tutte le persone che ho intorno, compresa l’Arma dei Carabinieri che mi permette di fare quello che faccio. Per me questa è l’emozione che sento più forte”.
La canoa è considerato un sport con poca visibilità, e questo secondo l’azzurra è un peccato: “Ci saranno gli Europei ad Ivrea dal 24 al 26 settembre. Mi piacerebbe avesse più visibilità perché è uno sport meraviglioso, bello, avvincente, emozionante che ti fa tenere sempre con il fiato sospeso. Ha il potenziale, mi piacerebbe essere portavoce di quello che facciamo facendolo arrivare a quante più persone possibile, potrebbe piacere a tanta gente. Io sono piccola a livello di numeri, non posso fare chissà cosa. Ma se nel mio piccolo posso fare qualcosa, lo faccio, anche attraverso la mia storia. Questo porta a seguire uno sport con costanza. Mi piace la pallavolo, la Formula 1, il tennis, il nuoto, il ciclismo, lo sci, l’atletica. Ho tanti amici ovunque quindi seguo anche le persone che conosco“.
Ma prima dell’acqua, la piccola atleta nutriva un grande amore verso l’equitazione: “Ho visto Thomas Ceccon a Parigi, in mensa. Noi non dormivamo al Villaggio, stavamo appena fuori, Ma un giorno abbiamo mangiato lì. Abbiamo visto Thomas, era molto tranquillo, è stato molto bello vederlo perché ti rendi conto che ognuno ha la sua storia, ma più o meno siamo tutti uguali. A me sembra sempre che quello che faccio io sia facile. Nella mia mente credo di fare bene tante cose in cui mi metto, ma in realtà non è vero. Mi piaceva nuotare da piccola, ma forse sono un po’ bassa, avevo le spalle larghe già da piccola. A me piaceva andare a cavallo, sono una grande appassionata di equitazione, è stato uno dei primi sport che ho provato a fare, mi è sempre piaciuto il contatto emotivo con il cavallo. I miei mi hanno detto che avevo un problema alla schiena, io credo però adesso che più che altro la ragione era economica. Per questo motivo ho scelto la canoa, anche perché mio padre ci andava, Mi piacciono gli sci, ma ho paura della velocità e della discesa. Se potessi scegliere in quale sport andare forte direi lo sci, perché il tennis è troppo logorante“.
A pochi giorni dall’ultima tappa di Coppa del Mondo e dagli Europei, l’obiettivo è solo uno: fare bene: ” Voglio mettere tutto quello che ho. Agli Europei vorrei fare bene, saranno ad Ivrea dove vivo, conosco bene l’acqua, ci sarà grande pressione ma so di poter fare bene. Le aspettative sono altre sia dall’esterno che all’interno. Spero che in tanti possano guardare la gara. Se sono tranquilla, rilassata e contenta, andrà bene. Ma vedremo, tutto può succedere, sono pronta. Per la classifica generale non sono messa bene, sono quindicesima perché ad inizio anno è stata dura. Sarà una qualifica olimpica, mi sprona, sarà serrata perché il fiume è semplice rispetto a Parigi, ma di solito pagaio molto bene. Spero di entrare in finale e giocarmi un piazzamento sul podio”.