Atletica

Marcell Jacobs era riemerso da fuoriclasse: due lampi e un 9.67 storico. Poi l’amaro sul più bello: com’è andata la stagione

Stefano Villa

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Marcell Jacobs / Grana/FIDAL

Dopo un’annata agonistica decisamente complicata e dopo due anni senza essere sceso sotto il muro dei dieci secondi, Marcell Jacobs era riemerso da autentico fuoriclasse, ritrovando lo smalto dei giorni migliori sotto la guida di coach Paolo Camossi, riabbracciato dopo la trasferta negli USA e subito capace di rimettere a lucido il Campione Olimpico di Tokyo 2020. Un oro a cinque cerchi non si vince a caso e il velocista lombardo è tornato ad avere una condizione fisica di spessore, riuscendo ad abbattere il muro iconico sui 100 metri in un paio di occasioni e lanciando alcuni messaggi importanti.

Al Golden Gala di Roma si espresse in 9.99, poi si migliorò in 9.96 nella tappa di Diamond League a Parigi e diede l’impressione di essere tornato sui livelli che gli competono. Il 1° luglio scrisse una splendida pagina di atletica a Eisenstadt: con 4,1 m/s di vento a favore, quindi decisamente oltre il limite imposto di 2,0 m/s per la ratifica dei risultati a fini statistici, corse in un surreale 9.67 e siglò il terzo tempo della storia in ogni condizione, superiore soltanto a un paio di perle di Usain Bolt con Eolo regolare (il 9.58 del record del mondo e il 9.63 dei Giochi di Londra 2012).

Gli studi scientifici ritengono che per ogni metro al secondo di vento a favore si possano guadagnare cinque centesimi. Verosimilmente, dunque, se Marcell Jacobs avesse avuto una brezza a favore entro i limiti (ipotizziamo il massimo consentito, ovvero 2,0 m/s), avrebbe potuto esprimersi attorno a 9.77. E con vento nullo sarebbe stato nell’orbita di 9.87. Il suo record europeo, timbrato il giorno dell’apoteosi di Tokyo, è uno storico 9.80 e la sensazione è che il 31enne non fosse così lontano da questi fasti. Proprio sul più bello, però sono emersi gli infortuni, ancora una volta: sembravano essere stati scacciati e invece…

Prima un acciacco che gli ha impedito di disputare un paio di eventi a luglio e che lo ha costretto a fermarsi per un paio di settimane prima degli Assoluti, poi il momento più amaro della stagione: pochi istanti prima della finale agli Europei, dove era lanciatissimo verso la conquista del terzo titolo continentale consecutivo, ha accusato un fastidio sui blocchi di partenza e, mentre correva l’atto conclusivo, si è dovuto rialzare. Le analisi successive hanno poi evidenziato una lesione di media entità a carico del muscolo pettineo della coscia sinistra.

Il grande evento non ha regalato le gioie sperate, Marcell Jacobs ha continuato a lavorare, si è ripreso nel giro di un mese e si è presentato agli Ultimate Championship, a cui si era qualificato perché tra i migliori sedici uomini del ranking internazionale. La condizione non era chiaramente delle migliori e, dopo una buona uscita dai blocchi, è scivolato progressivamente indietro e ha chiuso in un alto 10.20, mancando l’ingresso in finale. La ciliegina al Mondiale dei Mondiali è mancata, ma era davvero ritrovarsi in così poco tempo dopo un infortunio di quel tipo. All’orizzonte un lungo inverno di lavoro, sperando di ritrovarlo al meglio in un 2027 che culminerà con i Mondiali.

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