Tennis
Luciano Darderi: “Nei primi due set ero molto teso, oggi il servizio non ha funzionato”
Esce di scena anche l’ultimo tennista italiano rimasto nei tabelloni di singolare degli US Open 2026 con la sconfitta in tre set di Luciano Darderi contro il n.2 al mondo Alexander Zverev agli ottavi di finale dello Slam americano. 6-2 6-2 7-6 il punteggio in favore del tedesco, che ha rispettato i pronostici della vigilia e affronterà ai quarti il neerlandese Botic Van de Zandschulp, reduce da una maratona di oltre cinque ore contro il francese Arthur Gea.
“Nei primi due set ero parecchio teso, sinceramente. Lui ha giocato una grande partita e ha sempre servito bene. Nel terzo set ho mostrato un po’ meglio il mio livello, però oggi il servizio non ha funzionato molto bene ed ero teso. Era la prima volta che giocavo di sera. Complimenti a lui, perché ha fatto una grande partita: è il numero due del mondo“, spiega l’italo-argentino in conferenza stampa.
Sul bilancio della tournée estiva sul cemento nordamericano, in cui ha raccolto anche un quarto di finale a Montreal: “Non considero soltanto questo torneo, ma anche quelli precedenti sul cemento. Penso sia stata una buona trasferta: ho fatto tanti punti, giocato tante partite e perso contro giocatori forti. Sono contento del mio livello, però ci sono ancora tante cose da migliorare. Tokyo sarà il mio prossimo evento. Mi prenderò qualche giorno di riposo, poi tornerò a lavorare. Sono contento, perché queste sono le partite che ti fanno crescere“.
“È stata una partita in cui lui ha servito molto bene e io ero abbastanza teso. Era un palcoscenico diverso, con tanta gente e tanto movimento. Alla fine è sempre un giocatore forte, il numero uno del seeding. Sulla carta doveva vincere lui, ed è normale. Mi sarebbe piaciuto avere un po’ di fortuna nel terzo set, ma ha sempre servito bene e non mi ha mai dato la possibilità di rientrare in partita. Sul 2-2 0-30 ho avuto una piccola chance, ma alla fine ha sempre servito bene e non mi ha concesso molte opportunità“, ha aggiunto il n.22 del ranking ATP.
Sulla possibile convocazione per le Finals di Coppa Davis: “Come ho detto l’altro ieri, ci sono tanti giocatori e da qui alla fine dell’anno manca ancora molto. Bisogna vedere come arriveranno tutti, tra infortuni e altre situazioni. Siamo ancora a metà stagione. Io sarei contento, ma la decisione spetta al capitano e alla squadra. Se mi chiamano, sono pronto a giocare. Devo cercare di continuare a vincere partite. Non sono io a decidere, ma sono pronto a giocarla. Intanto penso a fare il massimo nei tornei da qui alla fine dell’anno: ho pochi punti da difendere. Adesso mi prenderò qualche giorno di riposo, mi concentrerò di nuovo e tornerò al massimo. Rientrerò a Tokyo tra una ventina di giorni, quando inizierà il torneo. Penso che questa pausa mi farà bene anche mentalmente, perché la trasferta americana è piuttosto lunga“.
Sulla differenza rispetto ai precedenti con Zverev sulla terra romana: “Sicuramente era una partita sul cemento: sulla terra le condizioni sono diverse. Come ho detto prima, qui il suo servizio è più difficile da rispondere rispetto alla terra battuta. Non ho molte partite disputate in campi così, con tanta gente, tanto rumore e tante situazioni diverse. Era uno stadio molto grande e sono stato molto teso. Nei primi due set non sono riuscito a giocare sciolto; lui è già abituato a questi palcoscenici, ha fatto la sua partita e mi ha strappato subito il servizio nei primi due set. Per fortuna, nel terzo sono riuscito a giocarmela un po’ di più. Non so quali siano state oggi le sue percentuali al servizio e gli ace, ma ricordo che in ogni game ne faceva due o tre. È difficile da gestire: appena subisci un break, diventa complicato. Penso di avere ancora tanto da migliorare. Questa è la mia seconda volta agli ottavi di finale di uno Slam sul cemento: una volta ho perso contro Sinner, una contro Zverev e l’anno scorso contro Alcaraz. Quando sono arrivato in fondo, ho perso contro i primi tre giocatori del mondo. Non c’è molto altro da dire“.