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Lo sfogo di Matteo Berrettini in campo agli US Open: “Se fossi stato in voi, sarei andato via”

Giandomenico Tiseo

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Matteo Berrettini / IPA Sport

Una notte da dimenticare per Matteo Berrettini. Dopo il convincente successo al debutto, l’azzurro si arrende a Mariano Navone nel secondo turno degli US Open 2026: 3-6, 6-3, 6-4, 7-6(4) il punteggio finale, al termine di una partita nella quale il romano ha faticato a trovare continuità e soprattutto le consuete certezze nei suoi colpi migliori.

Il dato di 77 errori non forzati fotografa una serata particolarmente complicata. Navone, già capace di eliminare Novak Djokovic al primo turno, ha invece confermato le proprie qualità, resistendo alla reazione di Berrettini e giocando con grande solidità nei momenti decisivi.

Il primo a riconoscere le difficoltà è proprio Berrettini, che in conferenza stampa non cerca alibi e ammette apertamente di non essere riuscito a trovare né il tennis né l’atteggiamento necessari per ribaltare l’inerzia dell’incontro.

“’Se fossi stato in voi, sarei andato via’ ho detto in campo. Sicuramente l’atteggiamento non è stato buono e purtroppo giornate così capitano. Con i se e con i ma sarebbe facile“, ha raccontato in conferenza.

Un’ammissione che pone l’accento sulle difficoltà vissute da Matteo nel corso della partita, in lotta probabilmente più contro se stesso che col suo avversario.

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