Pallavolo

Laura Partenio: “Il doppio cambio con la Turchia non lo avrei fatto. Il ritorno di Degradi potrebbe essere utile”

Giandomenico Tiseo

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Italia volley femminile / FIVB

È stata la Turchia a potersi fregiare del titolo continentale del volley femminile al termine di una finale molto combattuta. Le azzurre hanno lottato fino all’ultimo pallone, ma si sono dovute arrendere alle padrone di casa, trascinate dalle giocate di Melissa Vargas e dalla leadership di Eda Erdem.

Una partita ricca di spunti, tra individualità di assoluto livello e scelte tattiche destinate a far discutere: dal confronto diretto tra Vargas e Paola Egonu all’impiego di Ekaterina Antropova, passando per i momenti di difficoltà dell’Italia in ricezione e per il confronto strategico tra Daniele Santarelli e Julio Velasco.

La puntata speciale di Volley Night ha ripercorso la finale e analizza l’intero percorso delle azzurre nella rassegna continentale. Un’occasione per capire cosa ha funzionato, quali sono state le chiavi del successo turco e quali indicazioni può portare con sé l’Italia in vista delle prossime sfide. A pronunciarsi in merito è stata Laura Partenio, che forte della propria esperienza agonistica, ha espresso le sue valutazioni.

Credo che il fatto di giocare in casa sia stato un chiaro vantaggio per la Turchia. E’ stato veramente un fattore, per riuscire ad assorbire i momenti down che le turche hanno avuto. Si pensava che le giocatrici di Santarelli potessero un po’ soffrire questa atmosfera e pressione del pubblico, che era letteralmente in campo. Questa cosa un po’ si è fatta sentire, ma contro l’Italia. I fischi nei confronti delle pallavoliste italiane non sono stati proprio il massimo, ma si sapeva. In parte, credo abbia influito sul rendimento di alcune giocatrici come Antropova, che non ha giocato nel suo ruolo. Penso che ci siano stati alti e bassi da parte sua anche per queste pressione del pubblico, che può averla disturbata“, ha dichiarato Partenio.

Le turche hanno perso male due set, ma hanno comunque cercato di variare il loro gioco, non fossilizzandosi su Vargas. Certo, lei ha fatto un sacco di punti, ma la Turchia ha anche la fast, cosa che noi non abbiamo. Abbiamo terminato la partita in cui le nostre centrali hanno toccato pochi palloni e sono stati cinque set“, ha sottolineato.

Un’Italia, quindi, troppo prevedibile negli attacchi: “Tendenzialmente, la squadra attaccava sempre in un solo modo, ovvero con la botta forte. E non è un caso che negli scambi lunghi, la Turchia l’ha quasi sempre spuntata. Bisognava essere più lucide nella gestione dei colpi. Una varietà che posso aspettarmi da Sylla, ma non da Antroprova proprio perché la schiacciatrice non è il suo ruolo e serve tempo per acquisire certi meccanismi“.

Si sono sottolineati i meriti del tecnico della Turchia, Daniele Santarelli: “Ha gestito molto bene l’evoluzione della partita. Ha dettato bene le indicazioni e creando difficoltà in ricezione all’Italia. Ha fatto dei cambi giusti“. Sul doppio cambio scelto da Velasco sul 19-17 per l’Italia: “Ha funzionato contro squadre medie, ma contro una Turchia totalmente in palla, io non lo avrei fatto“.

Sull’esperienza di Degradi in Turchia: “Potrà esserle utile, ma credo che sarà importante che lei stia bene fisicamente. Può tornare, a patto che sia in condizione“.

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