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L’ammissione di Carlos Alcaraz agli US Open: “L’infortunio al polso non è dipeso dall’aver giocato troppo”

Giandomenico Tiseo

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Carlos Alcaraz / LaPresse

Carlos Alcaraz vola agli ottavi di finale degli US Open e lo fa con una prestazione convincente contro il cinese Yibing Wu. Il 6-3, 6-4, 6-1 finale racconta di un dominio costruito punto dopo punto, con lo spagnolo capace di alzare progressivamente il livello e chiudere senza concedere spiragli nel terzo set. La notizia più importante, però, arriva dalle sue condizioni fisiche: il polso, dopo l’infortunio dello scorso aprile a Barcellona, continua a rispondere bene.

Dopo quattro mesi senza partite, quando scendi in campo per un match ufficiale – con il nervosismo e tutto il resto – ti senti molto teso. Il tuo corpo può risentirne. A me non è successo. Mi sento sempre meglio partita dopo partita: è come se avessi giocato per tutto questo tempo. Sono sorpreso di come mi sento e di come recupero dopo ogni impegno. Sono molto contento, riesco a dare sempre il massimo, indipendentemente dal numero di set che gioco“, ha dichiarato ai microfoni.

Il punteggio contro Wu è stato netto, ma Alcaraz non considera affatto semplice la sfida. “Il punteggio parla di una partita facile, ma se penso a come sono sentito in campo, è stata molto dura. Ha richiesto una grande sforzo sia dal punto di vista fisico che tennistico. È stato un match complicato. Non credo che tutto sarà facile per me. Mi sono guadagnato ogni punto e ogni game. Questo è anche un modo per rimanere con i piedi per terra e pensare a dare il massimo in qualsiasi circostanza“.

Poi il chiarimento sull’infortunio al polso e sulla gestione del calendario. Alcaraz ha escluso che il problema sia stato provocato da un eccessivo numero di partite: “Questo infortunio non è dovuto al fatto che abbia giocato troppo. È andata così: alcuni infortuni sono semplicemente legati alla sfortuna. Non ho bisogno di partecipare a molti tornei. Preferisco essere in forma, sia mentalmente che fisicamente, per affrontare le competizioni e ritrovare la mia grinta agonistica. Credo che sia necessario prendersi del tempo per fermarsi, prepararsi bene e affrontare i tornei con la giusta mentalità“.

Una filosofia che potrebbe cambiare il suo approccio al calendario. “Durante i tornei non hai il tempo per prenderti queste pause. Passi subito al prossimo e, a volte, non hai la sensazione di essere pronto. Per questo ho deciso che in futuro mi prenderò delle pausa, perché voglio sentirmi pronto prima di uno Slam o di un Masters 1000. Voglio scendere in campo e divertirmi. Quando giochi troppe settimane, non riesci a farlo sempre con gioia. È impossibile resistere per tutta la stagione giocando ogni torneo“.

Agli ottavi lo attende Tommy Paul, reduce dal successo in cinque set contro Alexander Bublik. Alcaraz conosce bene il prossimo avversario: “È un ragazzo di grande talento, un tennista molto difficile da affrontare. È pericoloso per tutti. Il modo in cui gioca, il modo in cui colpisce la palla, rende molto difficile dominare i punti contro di lui. È un avversario ostico. Non vedo l’ora di incontrarlo di nuovo. Abbiamo avuto delle belle sfide in passato. Sarà divertente da guardare, questo è certo. Cercherò di giocare al 100%, devo esserlo se voglio andare avanti“.

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