Formula 1

La Ferrari prova a rimettere insieme i cocci dopo Monza. Frederic Vasseur è nuovamente sulla graticola

Alessandro Passanti

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Team Ferrari / IPA Sport

Sono passati poco più di due giorni dal Gran Premio d’Italia di Monza e in casa Ferrari ci si lecca ancora le ferite. Il fine settimana sul tracciato brianzolo, dopotutto, ha proposto una scuderia di Maranello quanto mai sottotono, nonostante nelle giornate precedenti si percepisse una situazione da “all in” che aveva fatto sognare i tifosi tinti di rosso. Un pubblico vastissimo che, invece, domenica ha incoronato Andrea Kimi Antonelli trionfatore della gara e sempre più leader della classifica generale.

I 404.000 spettatori complessivi del weekend di Monza, in larghissima parte ovviamente supporters del Cavallino Rampante, hanno dovuto abbandonare momentaneamente la propria fede storica per festeggiare il giovane talento bolognese che ha compiuto una rimonta sensazionale, da 19° a primo. Uno spettacolo vero e proprio che ha visto invece la Ferrari spettatrice. Sia in qualifica (come è successo quasi sempre in questi mesi), sia in gara. Dopo l’enfasi con la quale era stato preparato il weekend del Gran Premio d’Italia, la scuderia di Maranello ha chiuso con un pugno di mosche. Charles Leclerc è finito a muro nella Parabolica dopo 3 soli giri, mentre Lewis Hamilton non è andato oltre la sesta posizione con una SF-26 in disarmo.

Davvero troppo poco per la Ferrari che, giova ricordarlo, si presentava alla gara di casa con il nuovo motore potenziato grazie all’ADUO2. La Power Unit che doveva permettere alle rosse di sfidare faccia a faccia i motorizzati Mercedes. Una aspettativa decisamente non mantenuta, tanto che sui rettilinei il gap era di circa 6 decimi, con il propulsore di Maranello che, a livello di gestione dell’energia, impallidiva al confronto di quello tedesco, con Kimi Antonelli e George Russell che erano in grado di mantenere le massime velocità fino alle varie staccate, mentre i piloti del Cavallino perdevano progressivamente potenza. Come sempre. In questo caso, dunque, nessuna novità.

Altro giro, altra delusione, dunque. Si sognava una nuova domenica rossa sulla pista di casa e, invece, dopo pochi chilometri tutto era già ben chiaro. Non solo, per l’ennesima volta tutte le aspettative auto-prodotte sono evaporate in maniera fragorosa. L’illusione dei tifosi è stata nuovamente coltivata, invano. Frederic Vasseur è, ovviamente, subito finito nell’occhio del ciclone (dopo Charles Leclerc che, ovviamente, ha preso la sua lauta dose di critiche). Il team principal di origine francese prosegue nel suo lavoro con il sorriso stampato sulle labbra, ma i tifosi la voglia di sorridere l’hanno esaurita ormai da tempo immemore.

Tanti proclami ma pochissimi risultati. In questo modo si potrebbe riassumere la gestione di Fred Vasseur da quando è a Maranello. Ora, però, la domanda sarà un’altra, ovvero “quanto” si prolungherà il suo mandato a capo della scuderia più famosa del mondo. Pochi istanti dopo la fine della gara di Monza sono partite le, inevitabili, critiche a tutta la Ferrari. In direzione del suo timoniere in primis. Da più parti si è tornati a scrivere che il suo ruolo sia sempre meno sicuro ed i cambiamenti potrebbero non risparmiarlo.

La scuderia emiliana, quindi, si prepara per un nuovo cambio al vertice? Lo scopriremo solamente nei prossimi mesi ma, numeri alla mano e, soprattutto, risultati alla mano, Frederic Vasseur ha basi debolissime. La sensazione è che anche lui non sia in grado di fare uscire la Ferrari da un circolo vizioso che si è aperto ormai 20 anni fa con l’ultimo titolo di Kimi Raikkonen nel 2007. Vasseur, quindi, come i suoi predecessori, potrebbe essere fagocitato dalla Ferrari dopo annate ben poco soddisfacenti. Il post-Monza, come si temeva, rischia di lasciare macerie all’interno del team del Cavallino Rampante. La vettura è lontana parente di quella brillante di inizio anno (anche se sempre in difficoltà a livello di motore), i piloti sono lo specchio della delusione e la dirigenza è nel mirino. Siamo alle solite in poche parole. Intanto cerchiamo di capire se il team principal sarà in grado di salvare il suo ruolo in vista del 2027. Sul “come”, tuttavia, il mistero rimane…

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