Pallavolo
Julio Velasco: “Noi contro tutti, mi piace. Come ai Mondiali 1990… La gestione di palla alta farà la differenza”
L’Italia si è qualificata alla finale degli Europei 2026 di volley femminile, sconfiggendo la Polonia per 3-1 e meritandosi così il diritto di affrontare la Turchia nell’atto conclusivo che andrà in scena domenica 6 settembre (ore 18.00) al Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul. Le azzurre sono riuscite a battere le biancorosse di coach Stefano Lavarini, dettando legge nel primo set e subendo la reazione delle avversarie nel terzo parziale, salvo poi rialzare la testa e chiudere i conti.
Il CT Julio Velasco ha espresso la propria soddisfazione attraverso i canali federali: “È bellissimo vincere in questo modo, perché a me piace giocare queste partite. Domani saremo noi contro tutti e a me piace. Ho vissuto un’esperienza simile al Mondiale del 1990 in Brasile e domani sarà una partita così. Sono occasioni che capitano poche volte nella vita. Le ragazze hanno già vissuto qualcosa di simile a Belgrado, quando hanno vinto l’Europeo. Noi abbiamo delle ragazze fantastiche, che non mollano mai: a volte giocano meglio, altre volte le cose vanno meno bene, ma non mollano. Vedremo se domani questo ci basterà. Mi aspetto una partita lunga, non credo si possa pensare a una nostra vittoria veloce e speriamo, naturalmente, che non lo sia neanche per loro. Dovremo stare lì e giocarcela: noi siamo tosti proprio perché non molliamo mai“.
Il Guru ha poi proseguito, evidenziando anche alcuni aspetti tecnici: “Oggi ha fatto la differenza anche la correlazione muro-difesa. Sulle palle alte, però, la Polonia ha avuto percentuali migliori rispetto alle situazioni con ricezione perfetta e questo è un aspetto particolare. Quando eravamo molto concentrati nella fase break abbiamo fatto molto bene, mentre in alcune situazioni di contrattacco loro ci hanno messo maggiormente in difficoltà. Ci sono state anche alcune palle in difesa che avremmo potuto gestire meglio. Sono aspetti che dovremo migliorare domani, così come il nostro attacco quando riceviamo male. Con il modulo che utilizziamo è normale che la prestazione possa risentirne un po’: alcune giocatrici devono coprire molto campo e non sempre è possibile essere precisi. Dovremo quindi essere bravi anche nella gestione della palla alta”.