Ciclismo

Jakob Omrzel, la Slovenia ha trovato un altro ottimo corridore. Ma il paragone con Pogacar può risultare indigesto

Gianluca Bruno

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Jakob Omrzel - Lapresse

La Slovenia continua a sfornare corridori di grande talento e Jakob Omrzel è l’ultimo nome a imporsi all’attenzione del grande pubblico. La vittoria ottenuta a Calar Alto alla Vuelta a España 2026 non è infatti un successo qualsiasi: il corridore della Bahrain Victorious ha centrato la prima affermazione da professionista in una tappa di grande difficoltà e, soprattutto, è diventato il secondo più giovane vincitore di una frazione nella storia della Vuelta. Dopo il titolo nazionale conquistato lo scorso anno, è arrivata dunque una conferma importante delle qualità mostrate finora.

Omrzel non ha semplicemente beneficiato di una fuga numerosa. Nel momento decisivo ha saputo leggere perfettamente la corsa e, quando le pendenze di Calar Alto hanno iniziato a fare la selezione, ha lasciato sul posto Urko Berrade e gli altri uomini presenti davanti, costruendosi progressivamente il margine necessario per resistere fino al traguardo. Dietro di lui, intanto, si muovevano anche gli uomini di classifica, con Enric Mas, Primoz Roglic e Felix Gall a contendersi le posizioni migliori.

Ed è qui che entra in gioco il paragone più complicato. Essere sloveno, giovane e vincere una tappa di montagna alla Vuelta significa quasi automaticamente finire accostati a Tadej Pogacar. È un confronto naturale per il pubblico, ma può diventare rapidamente un peso per lo stesso corridore.

Pogacar ha infatti portato il ciclismo sloveno su un livello che rende difficilissimo qualsiasi paragone. Non parliamo semplicemente di un grande talento, ma di un fenomeno capace di vincere i più importanti appuntamenti del calendario e di riscrivere continuamente i propri limiti. Pensare quindi che ogni giovane sloveno destinato a emergere debba diventare il suo erede è un’aspettativa tanto affascinante quanto pericolosa.

Omrzel, invece, deve avere la possibilità di costruire la propria carriera senza dover dimostrare di essere il nuovo Pogacar ad ogni vittoria. A dirlo è stato proprio lui: “Non confrontatemi con Pogačar… c’è un solo Tadej”, aveva detto dopo il trionfo al Giro Next Gen nel 2025.

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