Boxe

Italia a mani vuote agli Europei di boxe, le difficoltà sono evidenti. D’Ambrosi: “Abbiamo talenti, non fermiamoci al risultato”

Stefano Villa

Pubblicato

il

Irma Testa / Lapresse

L’Italia non è riuscita a conquistare medaglie agli Europei 2026 di boxe: nessun azzurro è stato capace di approdare almeno alle semifinali nella rassegna continentale in corso di svolgimento alla Asics Arena di Sòfia (Bulgaria). Gabriele Guidi Rontani è stato derubato in maniera acclarata nel proprio quarto di finale e Sirine Charaabi non è stata premiata, ma nel complesso le prestazioni offerte nel corso dell’appuntamento agonistico più importante della stagione dilettantistica non sono state emozionanti.

L’eliminazione al primo turno di Irma Testa è risultata particolarmente amara e prosegue il momento non così positivo per il movimento tricolore: nessuna gioia alle Olimpiadi di Parigi 2024 (otto sconfitte in dieci incontri disputati, ben sei eliminati al primo turno), solo la medaglia di bronzo di Charaabi ai Mondiali 2025 (con cinque sconfitte al primo turno e sette al secondo), lo zero assoluto agli Europei 2026. Una rassegna continentale in bianco non si manifestava dal 2011 a livello femminile, mentre tra gli uomini non accadeva dal 2013.

In maniera chiara e limpida, l’Italia sta vivendo uno dei momenti più complessi della propria storia nei grandi eventi (i Giochi del Mediterraneo non possono essere annoverati in questo computo): il dato delle medaglie appena citato parla chiaro. Eppure a livello federale non sono emersi giudici negativi e Flavio D’Ambrosi analizzato la trasferta di Sòfia in questo modo: “L’obiettivo è costruire oggi il futuro del pugilato italiano. Alcuni verdetti discutibili, gli infortuni che hanno condizionato il percorso di diversi Azzurri e la concomitanza con due importanti appuntamenti internazionali, quali i Giochi del Mediterraneo e i Campionati Europei, hanno inevitabilmente inciso sui risultati delle nostre Nazionali“.

Il numero 1 della boxe tricolore ha proseguito:Per la prima volta in questo quadriennio non sono arrivati podi. Un dato che va registrato, ma che non può e non deve essere interpretato al di fuori del contesto nel quale si inserisce. Chi conosce la gestione dell’alto livello agonistico sa bene che ogni ricambio generazionale comporta una fase di transizione, nella quale esperienza e giovani talenti devono trovare il giusto equilibrio. Oggi la nostra Nazionale Elite, con la sola eccezione di Irma Testa, è composta da giovani atleti che stanno affrontando un percorso di crescita finalizzato a raggiungere la piena maturità agonistica e la massima competitività nel prossimo quadriennio“.

D’Ambrosi ha analizzato altri numeri, considerando anche eventi giovanili:I 62 podi conquistati dal 2025 a oggi, tra Campionati Europei, Campionati Mondiali e tappe di Coppa del Mondo, assoluti e di categoria, dimostrano che il nostro movimento continua a esprimere atleti competitivi a livello internazionale e, soprattutto, che il pugilato italiano continua a produrre talenti. Questo patrimonio va accompagnato, valorizzato e fatto crescere. Allo stesso tempo, dobbiamo avere piena consapevolezza del cambiamento dello scenario internazionale. La competitività mondiale è cresciuta enormemente e continuerà a crescere. Non possiamo pensare di confrontarci alle stesse condizioni con Paesi che dispongono di bacini di praticanti e di utenza incomparabilmente più grandi del nostro“.

Il Presidente della FPI ha continuato:Dobbiamo continuare a cercare giovani di valore, accompagnarne con pazienza la crescita e investire sempre di più nella preparazione tecnica e psicofisica, fin dai primi passi all’interno delle nostre società. È questo il vero obiettivo del presente quadriennio: costruire oggi gli Azzurri che dovranno essere protagonisti domani. Sul piano agonistico, naturalmente, il traguardo è altrettanto chiaro: qualificare il maggior numero possibile di atleti ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, costruendo nel frattempo quelle solide basi competitive che dovranno caratterizzare il prossimo ciclo olimpico. La stessa filosofia è stata adottata, a partire dal 2021, anche per il settore Pro. Gli atleti professionisti italiani stanno progressivamente crescendo e affermandosi nei contesti internazionali, pur in un circuito caratterizzato da un livello di competitività elevatissimo. Per le Nazionali Azzurre Elite, da questo momento entra nel vivo il percorso di preparazione alla qualificazione olimpica, che si concluderà nel giugno 2028. In questo percorso il pugilato italiano potrà contare anche su un’opportunità di grande rilievo: grazie alle buone relazioni istituzionali costruite in questi anni a livello nazionale e internazionale, l’Italia ospiterà un Torneo di qualificazione olimpica. È un risultato importante, che testimonia il valore delle relazioni costruite dalla Federazione e che potrà rappresentare un ulteriore elemento strategico nel percorso verso Los Angeles 2028. Non dobbiamo, dunque, fermarci a un risultato contingente. Guardiamo avanti. Guardiamo avanti con fiducia, con positività e, soprattutto, con la consapevolezza che il futuro del pugilato italiano si costruisce attraverso il lavoro quotidiano, la programmazione e la crescita dei nostri giovani. Abbiamo talenti. Abbiamo competenze. Abbiamo una storia importante. Ora abbiamo il dovere di costruire, tutti insieme, il prossimo capitolo“.

Exit mobile version