MotoGP
Il medico di Marquez: “Se Marc fosse Carlos Alcaraz, avrebbe dovuto ritirarsi dal tennis professionistico”
Le quattro vittorie conquistate nelle ultime sei gare, accompagnate dalle doppiette in Ungheria, Germania e Aragon, hanno riacceso i dubbi sulle condizioni fisiche di Marc Marquez. Il pilota, però, ha scelto di rispondere alle speculazioni mostrando sui social una foto a torso nudo, nella quale è evidente l’atrofia della spalla destra.
Dietro quei risultati c’è infatti un percorso di recupero tutt’altro che concluso. La spalla, già sottoposta a numerosi interventi dal 2020, è stata operata nuovamente il 10 maggio, dopo l’incidente del 5 ottobre 2025 in Indonesia, quando Marquez fu travolto da Marco Bezzecchi.
A fare chiarezza sulle reali condizioni del pilota è il dottor Samuel Antuña, chirurgo di fiducia di Marquez, che in un’intervista a El Periódico de Catalunya ha spiegato quanto quell’incidente abbia compromesso un recupero che sembrava ormai quasi completato.
“La caduta in Indonesia ha significato ricominciare da capo“, ha raccontato Antuña. L’impatto aveva provocato una lussazione acromioclavicolare e una frattura alla base della coracoide. Un problema particolarmente delicato per un pilota che affronta le curve a oltre 300 km/h: la stabilità della clavicola è fondamentale per il corretto funzionamento della muscolatura della spalla.
La lussazione è guarita, ma sono serviti circa quattro mesi. Nel frattempo è emersa un’ulteriore complicazione: durante la caduta si era spostato un frammento osseo utilizzato anni prima per stabilizzare la stessa spalla. Marquez ha continuato a correre, ma con difficoltà nel controllare il braccio, dolore e nuove cadute. Da qui la decisione di tornare in sala operatoria.
Secondo Antuña, prima dell’incidente in Indonesia il quadro era molto più favorevole. “L’infortunio al braccio era molto ben compensato“, ha spiegato il medico. “Non era perfetto, ma stava bene. Dopo quel contrattempo, si è scompensato“.
Oggi, però, l’obiettivo non può essere semplicemente quello di tornare alle condizioni precedenti. Dopo sette operazioni al braccio destro, il recupero di Marquez resta un processo lungo e complesso.
“Non ha affatto un braccio normale, né lo avrà mai più“, ha ammesso Antuña, sottolineando le difficoltà che il pilota incontra anche in attività meno impegnative rispetto alla MotoGP. “Marc fa fatica a giocare a padel, con questo le dico tutto“.
Il medico ha poi utilizzato un paragone particolarmente significativo: “Se Marc fosse Carlos Alcaraz, avrebbe dovuto ritirarsi dal tennis professionistico. Potrebbe giocare a tennis, ma da amatore“.
È anche da qui che nasce la necessità, per Marquez, di ridefinire il proprio limite fisico. Dopo sette interventi, il vero obiettivo non è più recuperare il corpo di prima, ma capire dove si trovi il suo nuovo cento per cento.