Pallavolo

Il fenomeno Vargas, centrali rampanti, martelli solidi e il CT italiano: com’è la Turchia, avversaria dell’Italia in finale

Stefano Villa

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Turchia volley / CEV

L’Italia affronterà la Turchia nella finale degli Europei 2026 di volley femminile, che andrà in scena nel tardo pomeriggio odierno (ore 18.00) al Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul, davanti a più di 16.000 spettatori chiamati a sostenere le padrone di casa. Le azzurre giocheranno in trasferta, in un ambiente ostile, contro le detentrici del titolo, nella rivincita dell’atto conclusivo degli ultimi Mondiali vinti proprio dalla nostra Nazionale e con in palio il pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028.

Le ragazze del CT Julio Velasco se la dovranno vedere contro una vera e propria corazzata, una delle migliori squadre a livello internazionale, capace di vincere la Nations League in estate e presentatasi con grandi ambizioni a questa rassegna continentale, che hanno giocato interamente nella metropoli anatolica, sostenuti dal proprio pubblico e senza doversi sobbarcare trasferimenti, a differenza delle azzurre costrette a una doppia trasferta (Pool a Göteborg, ottavi e quarti a Brno).

Nella fase a gironi si è materializzata la tanto discussa sconfitta al tie-break contro la Polonia (la domanda è circolata per giorni: hanno perso volutamente per evitare l’Italia in semifinale o davvero si sono fatte sorprendere dal sestetto guidato da coach Stefano Lavarini?), poi hanno regolato l’Azerbaijan con il massimo scarto e hanno concesso un set alla Germania nei quarti di finale. Ieri il dominio totale contro la blasonata Serbia di Tijana Boskovic e Zoran Terzic, spazzata via in appena 86 minuti di gioco.

La Turchia gioca una pallavolo estremamente offensiva, con attacchi a tutto campo da parte di tutte le giocatrici: i punti di forza sono indubbiamente una fase offensiva dalle elevate percentuali e un servizio in grado di mettere in difficoltà tutte le avversarie, supportato anche da un muro di ottima caratura che completa quella che è una vera e propria corazzata, a cui soltanto pochissime compagini possono tenere testa (leggasi Italia e Brasile, al momento).

A guidare le biancorosse è il CT Daniele Santarelli, l’allenatore che con Conegliano ha vinto tutto a più riprese nell’ultimo lustro abbondante e che punta al trofeo continentale con la Nazionale, dopo aver perso la finale iridata di dodici mesi fa e avere alzato al cielo il massimo trofeo internazionale itinerante a luglio. La stella assoluta è la formidabile bomber Melissa Vargas, uno dei migliori opposti al mondo insieme a Paola Egonu, Isabelle Haak, Ekaterina Antropova (nel suo ruolo naturale) e Tijana Boskovic.

La 26enne di origini cubane, in forza al Fenerbahce Istanbul dove gioca in diagonale con la nostra Alessia Orro, si fa apprezzare per la potenza dei suoi colpi, per la capacità di attaccare grandi quantità di palloni e per la sua costanza di rendimento: risponde sempre presente e raramente cala di intensità. Stupefacente dai nove metri, la bomber verrà chiamata in causa dalla palleggiatrice Elif Sahin: la 25enne non è una regista appariscente, ma è molto ordinata e tra l’altro alzerà per Antropova nella prossima annata agonistica con i colori dell’Eczacibasi Istanbul.

La Turchia ha un’arma acclarata: il potenziale offensivo delle proprie centrali, granitiche sottorete. Eda Erdem (39enne in forza al Fenerbahce) e Zehra Gunes (27enne del VakifBank Istanbul) possono fare molto male a suon di primi tempi e verranno azionati per variare il gioco e dare respiro a Vargas. Centrali rampanti e schiacciatrici molto solide: Hande Baladin (29enne del Fenerbahce) e Ilkin Aydin (26enne del Galatasaray Istanbul, nell’ultima stagione ha giocato di banda insieme a Myriam Sylla) sono molto equilibrate e si fanno apprezzare anche in ricezione. Il libero è Gizem Orge, 33enne del Fenerbahce che assicura una buona copertura.

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