Atletica

Franco Bragagna fa causa alla RAI e la vince: la cifra per cui dovrà essere risarcito

Erik Nicolaysen

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Bragagna

Il tribunale del lavoro di Bolzano ha emesso il suo verdetto, stabilendo che la RAI dovrà risarcire Franco Bragagna con 40 mila euro più 9 mila euro di spese legali. Secondo il giudice Werner Mussner, il giornalista sportivo e storico telecronista dell’atletica sarebbe stato impossibilitato a svolgere la propria mansione dall’azienda per cui ha lavorato per 35 anni fino al 31 dicembre 2025.

Bragagna ha esposto la sua versione dei fatti in un’intervista concessa al Corriere dell’Alto Adige, spiegando come sarebbe dovuto andare in pensione il 17 luglio 2026, al compimento dei 67 anni, ma avrebbe scelto di rassegnare le dimissioni (dopo aver già raggiunto i requisiti di età e contributi) nel momento in cui non gli è stato permesso di raccontare i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.

Avevo chiesto alla Rai di poter rimanere fino ai Giochi a fronte di tante ferie che avevo e che avevo deciso sostanzialmente di regalare all’azienda. Una prassi che in passato è stata utilizzata più volte, sarebbe bastata una scrittura privata o una banca ferie a favore di colleghi che avrebbero potuto usarle“. Una proposta rifiutata dalla RAI, che lo ha messo in ferie forzate facendogli saltare i Mondiali di atletica andati in scena nel 2025 a Tokyo.

Ora immagino che queste ferie mi saranno pagate. Come da contratto: le ferie sono dovute, se non le fai alla fine del rapporto di lavoro di vengono retribuite anche se l’azienda non vorrebbe farlo“, racconta Bragagna. La RAI potrà adesso accettare la sentenza del giudice o presentare appello, portando così la causa al secondo grado di giudizio.

L’apprezzato giornalista si è poi rimesso in gioco dallo scorso febbraio, cominciando una nuova collaborazione con Sky: “Pensavo di non fare più nulla, ma quasi subito sono stato contattato da Sky che mi ha chiesto di lavorare ad una serie di cose. Le Olimpiadi di Los Angeles 2028? Avrò 69 anni e molte cose possono cambiare repentinamente. Ma se dovessi essere come oggi direi di sì“.

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