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Volley, a Sofia scattano i quarti degli Europei: Francia favorita sulla Romania, la Polonia sfida una Germania esaltata

Enrico Spada

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Tobias Christian Brand / Cev

Si apre a Sofia la corsa verso le semifinali degli Europei 2026 di volley maschile. I primi due quarti di finale si disputano all’Arena 8888: alle 16.00 Francia-Romania, alle 19.00 Polonia-Germania. Due confronti nei quali transalpini e polacchi partono favoriti, ma dovranno misurarsi con avversarie che hanno tratto nuova fiducia dagli ottavi. La Romania ha eliminato la quotata Ucraina senza perdere set, mentre la Germania ha rimontato la Bulgaria da 0-2 davanti a oltre dodicimila spettatori.

Francia e Romania tornano ad affrontarsi dopo il 3-2 ottenuto dai rumeni nell’ultima giornata della fase a gironi. Un risultato che rappresenta un segnale importante, ma che non può essere interpretato senza considerare il contesto: la squadra di Andrea Giani era già certa del primo posto e si presentò alla partita con una formazione ampiamente rimaneggiata, concedendo spazio a numerose seconde linee e gestendo diversi titolari.

La Romania ebbe comunque il merito di non arrendersi dopo avere perso i primi due set e di sfruttare l’occasione fino in fondo. Quella rimonta ha evidenziato la solidità mentale di una squadra capace di rimanere dentro le partite anche quando il livello del gioco non è costante. Il precedente riduce probabilmente la soggezione nei confronti della Francia, ma non modifica in maniera sostanziale le gerarchie del quarto di finale. Questa volta i transalpini potranno presentarsi con la propria struttura migliore e con una motivazione completamente diversa. La posta in palio non consente calcoli né esperimenti: chi vince raggiunge la semifinale, chi perde conclude il proprio Europeo. La Francia resta quindi la favorita, forte di cinque vittorie nelle sei partite disputate, 17 set conquistati e appena quattro ceduti.

La Romania, però, arriva all’appuntamento dopo avere prodotto negli ottavi il risultato probabilmente più significativo del proprio torneo. Il 3-0 inflitto all’Ucraina, seconda nella fase a gironi e settima nella VNL 2026, ha superato per importanza anche il successo ottenuto contro una Francia priva di molti titolari. Non è stata soltanto una vittoria inattesa, ma la dimostrazione che la squadra di Sergiu Stancu possiede gli strumenti tecnici e caratteriali per mettere in difficoltà avversarie considerate superiori. Il cammino racconta comunque una differenza di continuità. La Francia ha vinto cinque partite su sei, con un bilancio di 17 set vinti e quattro persi, mentre la Romania ha raccolto quattro successi e due sconfitte, conquistando 15 parziali e cedendone dieci. Il divario emerge soprattutto nella capacità francese di controllare le partite attraverso il cambio palla, senza dipendere necessariamente dalle serie al servizio.

Negli ottavi contro il Portogallo, la Francia ha attaccato con il 57% e ricevuto positivamente nel 57% dei casi. Antoine Brizard ha potuto distribuire con continuità, coinvolgendo Mathis Henno, Trévor Clévenot e Théo Faure senza sovraccaricare un solo attaccante. Henno e Clévenot hanno realizzato 12 punti a testa, rispettivamente con il 52% e il 65% in attacco, mentre Faure ha chiuso con dieci punti e il 53%.

A questi numeri si è aggiunta l’efficacia al centro di François Huetz, autore di sei attacchi vincenti su nove tentativi. Proprio la velocità con cui la Francia riesce a sviluppare il primo tempo può diventare un problema rilevante per il muro rumeno. Se Brizard riceverà con il pallone vicino a rete, la Romania sarà costretta a rispettare i centrali, concedendo spazi maggiori a Clévenot e Henno sulle bande.

La prestazione francese contro il Portogallo non è stata però dominante in ogni fondamentale. Sono arrivati soltanto due ace e due muri, a fronte di 15 errori al servizio. Inoltre, ben 28 dei 75 punti sono stati concessi direttamente dagli avversari. La Romania difficilmente potrà permettersi lo stesso livello di generosità e proverà a trasformare la partita in un confronto più fisico, fatto di scambi prolungati e finali punto a punto.

La squadra rumena ha costruito il successo contro l’Ucraina con sette ace e sei muri, compensando un’efficienza offensiva complessiva del 47%. Cristian-Daniel Chitigoi è stato devastante dai nove metri con sei battute vincenti, ma ha faticato in attacco, dove si è fermato al 25%. Per impensierire la Francia servirà un rendimento più equilibrato, perché i transalpini possiedono maggiori risorse per neutralizzare un giocatore efficace in un solo fondamentale. Alexandru Rata rappresenta il principale riferimento offensivo della Romania. Contro l’Ucraina ha firmato 16 punti con il 55% in attacco, mentre Stefan Lupu ha trasformato sette palloni su otto, chiudendo con un eccellente 88%. Se la ricezione consentirà a Claudiu Dumitru di coinvolgere anche Lupu e Bela Bartha al centro, la Romania potrà evitare di rendere prevedibile il proprio cambio palla.

La prima chiave tattica sarà quindi la battuta rumena. Servire in maniera conservativa permetterebbe a Brizard di utilizzare tutte le combinazioni disponibili; forzare senza criterio rischierebbe invece di regalare punti a una Francia già superiore sul piano della qualità individuale. Serviranno aggressività, precisione nella scelta delle zone e continuità, con l’obiettivo di allontanare il palleggiatore francese dalla rete. Sul piano mentale, la Francia arriva alla sfida con maggiore pressione. La Romania sa di avere già sconfitto i transalpini, ma è consapevole che questa volta affronterà una formazione diversa per interpreti e atteggiamento. Il precedente del girone può fornire fiducia, non una reale indicazione sui rapporti di forza. Molto più significativo appare il 3-0 sull’Ucraina, ottenuto in una partita senza appello e contro un’avversaria che partiva favorita.

Alle 19.00 sarà il momento della Polonia, campione d’Europa in carica, terza ai Mondiali 2025 e vincitrice della VNL 2026. Nessuna delle squadre ancora in corsa può vantare una continuità internazionale paragonabile a quella polacca, che ha raggiunto almeno la semifinale nelle tre grandi manifestazioni più recenti. La Germania si presenta però al quarto di finale con una carica emotiva enorme. Negli ottavi ha recuperato due set alla Bulgaria, imponendosi al tie-break davanti al pubblico di Sofia. Una rimonta che può avere modificato la percezione della squadra tedesca, capace di resistere quando l’eliminazione sembrava vicina e di crescere progressivamente sul piano tecnico e mentale.

La Polonia ha vinto cinque delle sei partite disputate nell’Europeo, perdendo soltanto al tie-break contro la Bulgaria quando aveva già conquistato il primo posto nel girone. Il bilancio complessivo è di 17 set vinti e appena tre persi. La Germania ha ottenuto a sua volta cinque successi e una sola sconfitta, ma con 15 parziali conquistati e nove ceduti, numeri che raccontano un cammino molto più faticoso. Anche la gestione delle energie potrebbe avere un peso. La Polonia ha impiegato appena 71 minuti per superare la Lettonia negli ottavi, mentre la Germania è rimasta in campo per 137 minuti contro la Bulgaria. Tra le due squadre ci sono oltre sessanta minuti di gioco di differenza soltanto nell’ultimo incontro, un aspetto da non sottovalutare qualora il quarto dovesse trasformarsi in un’altra lunga battaglia.

Contro la Lettonia la Polonia ha mostrato una netta superiorità a rete, chiudendo con il 63% in attacco e 14 muri. Tomasz Fornal ha disputato una partita completa: 19 punti, 68% offensivo e sei muri. Szymon Jakubiszak ha aggiunto 11 punti con l’80% in attacco, due ace e un muro, mentre Bartłomiej Bołądź ha messo a terra il 64% dei palloni ricevuti. La profondità è uno dei principali vantaggi della formazione allenata da Nikola Grbić. Wilfredo León e Kamil Semeniuk possono alternarsi senza ridurre la qualità del sestetto, mentre Marcin Komenda dispone di centrali e attaccanti capaci di mantenere percentuali elevate anche con una distribuzione equilibrata. La Polonia non ha bisogno di affidare un numero eccessivo di palloni a un solo terminale.

Il dato forse più significativo dell’ottavo è rappresentato dai soli otto errori polacchi al servizio. La capacità di mantenere pressione riducendo gli sbagli può diventare determinante contro una Germania che ha mostrato difficoltà evidenti in seconda linea. La ricezione tedesca contro la Bulgaria si è fermata al 34% di positività e al 17% di perfetta, subendo tredici ace. È il punto sul quale la Polonia proverà probabilmente a insistere fin dall’inizio. Se Jan Zimmermann sarà costretto a palleggiare lontano dalla rete, il gioco tedesco diventerà più leggibile e il muro polacco potrà concentrarsi sulle bande. La Germania deve invece preservare il coinvolgimento dei centrali, fondamentale per allargare il sistema muro-difesa avversario e alleggerire il compito di Erik Röhrs e Tobias Brand.

Anton Brehme è stato uno dei protagonisti della rimonta sulla Bulgaria con 14 punti e undici attacchi vincenti su dodici, pari al 92%. Una percentuale straordinaria, difficilmente ripetibile ma indicativa della necessità di continuare a cercarlo. Tobias Krick può rappresentare l’altro elemento con cui rendere meno prevedibile il gioco tedesco. Röhrs ha chiuso l’ottavo con 20 punti, mentre Brand ne ha aggiunti 13. Entrambi dovranno però migliorare la continuità, soprattutto nelle rotazioni in cui la ricezione non permetterà una costruzione rapida. La Polonia possiede altezza, lettura e disciplina tattica sufficienti per trasformare ogni alzata scontata in un’occasione di break point.

La Germania dispone a sua volta di una battuta potenzialmente molto incisiva. Contro la Bulgaria ha realizzato undici ace, tre a testa con Brehme, Tim Peter e Röhrs. Il rovescio della medaglia è rappresentato dai 26 errori dai nove metri, una cifra troppo elevata per pensare di battere i campioni d’Europa. Ridurre il rischio, però, potrebbe risultare altrettanto pericoloso contro una ricezione polacca dotata di grande qualità. L’equilibrio da trovare al servizio sarà quindi sottile: aggredire senza regalare intere rotazioni, scegliere con attenzione i bersagli e accettare un margine di rischio, ma non una quantità incontrollata di errori. La Germania deve creare disordine nel cambio palla polacco, perché in una partita giocata prevalentemente con ricezione positiva la squadra di Grbić avrebbe un vantaggio troppo ampio.

La Polonia dovrà invece evitare di concedere alla sfida una dimensione emotiva. La Germania ha già dimostrato di potersi esaltare nelle difficoltà, mentre i campioni in carica hanno tutto da perdere. Partire bene e togliere rapidamente certezze agli avversari sarebbe il modo migliore per impedire che l’entusiasmo generato dalla rimonta sulla Bulgaria torni a incidere. Qualità individuale, profondità dell’organico, freschezza e abitudine alle partite da medaglia rendono la Polonia nettamente favorita. La Germania, dodicesima nella fase preliminare della VNL e ventunesima ai Mondiali 2025, sta però disputando un Europeo superiore alle aspettative. Per creare la sorpresa dovrà ricevere meglio, mantenere Brehme e Krick dentro la partita e trasformare il quarto in una battaglia lunga e nervosa.

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