Tennis
Carlos Alcaraz: “Devo giocare partite intense per migliorare fisicamente, soddisfatto del mio gioco”
È indubbiamente un Carlos Alcaraz in crescita quello visto ieri in occasione del suo match di singolare alla Laver Cup. Lo spagnolo, apparso in condizioni fisiche brillanti, ha superato dopo un’ora e cinquantuno minuti di gioco la resistenza di Taylor Fritz per 6-3 4-6 13-11, regalando al Team Europe due punti importanti per il prosieguo del torneo contro il Team World.
Prestazione convincente per il classe 2003, ancora lontano però dai picchi del suo tennis. Nel corso del match Alcaraz ha avuto diversi passaggi a vuoto ma nel finale, grazie anche ad una forma fisica che cresce, è riuscito a giocare nel modo migliore prendendosi il match. In conferenza stampa, ha innanzitutto sottolineato l’importanza dei suoi compagni: “È fantastico, perché mi ricordano che questo non è un incontro individuale. Sto giocando per la mia squadra e sto giocando anche per loro. Avere loro lì, a sostenermi e incitarmi, e vederli in alcuni di quei momenti davvero stressanti, mi aiuta a mantenere la calma e a pensare a quello che devo fare. È fantastico. Sono molto felice per loro e sono anche molto contento di aver ottenuto questa vittoria per loro, perché credo fosse molto importante. Visto come stava andando la giornata, ottenere questa vittoria era importante per dare molta fiducia alla squadra e, ovviamente, anche più emozione a ogni partita, ai doppi e direi anche alla partita di domani”.
Il commento su Fritz e l’importanza di questi match per stabilire il suo attuale livello: “Ad essere sincero, il livello di Taylor non mi ha sorpreso. Credo che entrambi abbiamo giocato un grande tennis. La velocità della palla e l’intensità con cui colpivamo in tutti gli aspetti erano davvero molto alte. Credo che questo campo e queste palline si adattino abbastanza bene agli scambi lunghi, a dare più tempo per sistemarsi bene e colpire la palla nel punto giusto della racchetta. Penso che sia fantastico per i tifosi. Per quanto riguarda il livello, sono molto contento di poter giocare questo tipo di incontri, per vedere qual è il mio livello e anche cosa devo migliorare. Ho avuto un paio di cose che realmente volevo mettere in pratica negli allenamenti. Me ne vado dal campo molto, molto felice per tutto ciò che ho fatto e, ovviamente, per le cose su cui ho lavorato fino ad ora. Oggi le ho fatte abbastanza bene”.
Soffermandosi sul punto di vista fisico e atletico: “La settimana e mezza o le due settimane che ho avuto dopo gli US Open sono state molto importanti per me. Sono stato quasi una settimana senza toccare la racchetta per recuperare bene il corpo dopo partite così fisicamente impegnative agli US Open. Ho fatto anche molto lavoro fisico di cui avevo bisogno, per essere sincero. Quindi adesso sto tornando un po’ alla volta al mio ritmo normale, al mio livello normale, sia nel tennis che fisicamente. Il servizio è stato un’arma molto importante per me finora, quindi ho praticato molto e ho fatto un paio di piccoli cambiamenti. Da quello che ho potuto vedere, nessuno se n’è accorto, il che è fantastico, quindi sta funzionando”.
Come migliorare in vista dei tornei in Asia: “Soprattutto, fisicamente dobbiamo ancora continuare a giocare partite intense come quella di oggi. Per quanto riguarda il tennis, credo di essere a un buon livello. Ho migliorato poco a poco in ogni partita che abbiamo giocato e, durante le settimane di allenamento che abbiamo avuto, abbiamo messo a punto molti dettagli e molti colpi, quindi adesso mi sento molto fiducioso. Fisicamente mi sento molto bene, ma ovviamente, quando giochi molte partite intense, emergono delle piccole cose. Credo sia normale e poco a poco stiamo affinando ciò per star meglio. Quindi speriamo che per la tournée asiatica saremo già a un livello molto, molto alto, sia tennistico che fisico”.
Chiosando sull’aspetto tattico in campo: “Credo di essere un giocatore a cui piace sempre giocare in grande. A volte cerco il colpo più difficile, a volte il più bello per il pubblico, e altre volte non è necessario arrivare a quel punto. Alla fine, sia il campo che le palline sono condizioni molto lente, quindi quando mi arriva la palla la vedo perfettamente per poter fare mille cose e opto sempre per la cosa più bella e, a volte, per quella meno efficace. Credo che questo sia ciò che di tanto in tanto dobbiamo imparare e migliorare. Alla fine, non dobbiamo sempre giocare in grande né cercare sempre il colpo al di sopra di ciò che serve per il punto. Quindi poco a poco andremo a migliorare questo”.