Ciclismo

Brandon McNulty fa saltare il banco ai Mondiali. Si sciolgono i favoriti, Ciccone sfiora la medaglia

Gianluca Bruno

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Brandon McNulty - IPA/Sport

Non c’è Tadej Pogacar, ma la maglia iridata resta in casa UAE Team Emirates – XRG. Arriva la sorpresa ai Mondiali di ciclismo in quel di Montréal: sul percorso canadese a vincere è Brandon McNulty, lo statunitense gregario nel suo team che riesce a beffare tutti i favoriti con uno scatto negli ultimi 30 chilometri. Forse non l’uomo più atteso, ma un successo meritatissimo.

Pronti, via ed è partita la fuga di giornata. Ad attaccare Tilen Finkšt (Slovenia), Andreas Leknessund (Norvegia), Felix Engelhardt (Germania), Biniam Girmay, Henok Mulubrhan (Eritrea), Jamie Meehan (Irlanda), Guillaume Boivin (Canada), Emils Liepiņš (Lettonia), Herohii Antonenko (Ucraina), Mihajlo Stolić (Serbia), Christopher Robin Jurado (Panama), Alexandre Mayer (Mauritius), Iustin-Ioan Vaidian (Romania), Andreas Miltiadis (Cipro), Kaden Hopkins (Bermuda) e Amir Arsalan Ansari (Rifugiati).

Il gruppo si è tenuto a debita distanza, circa 7′ di ritardo, in attesa dell’ingresso nel circuito. Lì è iniziata la vera corsa, con la Francia, guidata da un super Bruno Armirail, ad aumentare l’andatura: a mano a mano il distacco è diminuito e i fuggitivi sono stati raggiunti. Successivamente è arrivata una fase ricca di attacchi (protagonisti anche Pellizzari e Scaroni). Il più importante firmato Mathieu van der Poel: il neerlandese ha portato con sé Van Aert (Belgio), Roglic (Slovenia), Onley (Gran Bretagna), Simmons (USA) e Charmig (Danimarca). Successivamente hanno perso contatto van Aert e Charmig e sono rimasti in quattro davanti.

In gruppo sono stati costretti a reagire i big: in prima persona a provarci Isaac del Toro, supportato da Paul Seixas. A sorpresa chi è andato in difficoltà è stato Remco Evenepoel, mentre nel drappello con tutti i migliori è rimasto un eccellente Giulio Ciccone. Successivamente è rientrato sul drappello di testa anche un eccezionale Ben Healy, l’irlandese a suon di attacchi è riuscito a riprendere il terzetto di fuggitivi a tre tornate dal termine.

Poco dopo si è rivoluzionata la situazione: si sono raggruppati tutti i big ed è partito a sorpresa lo statunitense Brandon McNulty. I rivali non hanno reagito e nel giro di pochi chilometri il vantaggio è diventato di 40”. Ultimo giro ad alta tensione: scattano Ciccone e Tom Pidcock, riducono il margine fino a 15”, ma nessuno dà supporto (del Toro addirittura fa da gregario al suo compagno di club) e il vantaggio lievita ancora.

McNulty vince in solitaria, alle sue spalle volata tra i battuti: medaglia d’argento per un eccellente Michael Matthews e bronzo per van der Poel. Nono posto per Giulio Ciccone al termine di una gara veramente corsa alla grande. Delusi del Toro, Seixas ed Evenepoel, tutti tutt’altro che protagonisti.

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