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Billie Jean King Cup 2026: i precedenti tra Italia e Cina

Federico Rossini

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Jasmine Paolini / LaPresse

Sono tre i precedenti storici tra Italia e Cina in Billie Jean King Cup. Tre situazioni differenti, tre epoche diverse, tre momenti che non possono definirsi certo uguali nella storia dei due percorsi tennistici che s’incroceranno di nuovo giovedì a Shenzhen. Andiamo a ripercorrerli e a rimarcare anche un po’ di personaggi di vario lustro che hanno caratterizzato queste epoche.

Nel 1981 il primo caso riguarda una particolare situazione di format che si verificava ai tempi. Tutto in una settimana, dal 9 al 15 novembre, a Tokyo, con un tabellone principale per il trofeo e uno per la consolazione. Sia Italia che Cina uscirono al secondo turno del main draw, entrarono in quello di consolazione e si incrociarono nei quarti dello stesso. Sabina Simmonds batté Li-Qiao Yu 6-1 6-3, Barbara Rossi sconfisse con qualche difficoltà Ping Wang (indicata dalle fonti come Ping Sr Wang) per 6-7 6-0 6-2 e, infine, il doppio Patrizia Murgo/Sabina Simmonds sconfisse Xin-Yi Li/Hu Na per 6-1 6-2.

Nel 2007, invece, la situazione nel tennis cinese era già cambiata, con tanto di oro olimpico nel doppio femminile ad Atene 2004. A Castellaneta Marina si giocò il quarto di finale dell’allora World Group I a otto squadre; il luogo in quegli anni era quasi una base per il tennis italiano. Mancava Francesca Schiavone, ma non servì: Tathiana Garbin, oggi capitana azzurra, batté Tian-Tian Sun per 6-4 2-6 6-3, Flavia Pennetta rimontò Shuai Peng (poi diventata sia semifinalista Slam che famosa per la drammatica sua vicenda personale: da tempo non se ne sa quasi nulla) fino al ritiro della stessa sul punteggio di 0-6 7-5 3-0. Garbin chiuse la pratica con l’ancora attiva Shuai Zhang (3-6 6-2 6-4), poi andarono in campo Mara Santangelo e Tian-Tian Sun (6-4 6-2) e, infine, il doppio (Santangelo e Roberta Vinci batterono Sheng-Nan Sun e Tian-Tian Sun 6-2 6-4).

Nel 2025, infine, si giocò proprio a Shenzhen, de facto in casa della Cina. Format ormai notevolmente cambiato, con una transizione che ha portato a quello che c’è nel 2026 con turno di qualificazione e poi Finals in territorio cinese. Furono due le rimonte a cui il pubblico italiano fu in grado di assistere, e tutte e due furono vicine alle tre ore. Elisabetta Cocciaretto sconfisse Yue Yuan 4-6 7-5 7-5, rimontando spesso uno o anche due break di svantaggio, mentre Jasmine Paolini si trovò in grande difficoltà con Xinyu Wang, ma alla fine ne venne fuori con uno spirito infinito e s’impose per 4-6 7-6(4) 6-4. Quell’Italia la coppa l’avrebbe poi vinta, ed è particolare che la finale la raggiunse anche nel 2007 (poi persa con la Russia a Mosca pur con due battaglie di Schiavone contro Kuznetsova e Chakvetadze, allora al top).

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