Biathlon

Biathlon, l’ostacolo dei Mondiali in Estonia. Perché all’IBU conviene tenere Russia e Bielorussia fuori dai giochi, TAS permettendo

Francesco Paone Casati

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Poligono Biathlon - La Presse

Mentre la FIS ha riaperto la porta (teoricamente) a Russia e Bielorussia, il reintegro dei biathleti russi e bielorussi non sarà neppure discusso dall’International Biathlon Union (IBU), l’organo di governo internazionale del biathlon. Durante il suo congresso di settembre, la federazione si limiterà a un vacuo “aggiornamento” sullo status degli enti nazionali con sede a Mosca e Minsk, decidendo se proseguire il “monitoraggio”.

Sostanzialmente, non verrà presa in considerazione l’ipotesi di riabilitare chi è sospeso dal febbraio 2022 e, di conseguenza, sta per perdere la quarta stagione consecutiva dopo essere stato bandito dall’arena internazionale subito dopo i Giochi olimpici di Pechino. Al riguardo, è evidente come l’IBU sia una delle federazioni internazionali più intransigenti sul tema. Molti addebitano questa posizione al fatto che le nazioni scandinave godano di un peso politico preponderante, anche superiore a quello che hanno in altre federazioni internazionali (quali quella dello sci).

Cionondimeno, bisogna considerare anche un’altra ipotesi. Discutere un eventuale reintegro della Russia e della Bielorussia e approvare un ipotetico ritorno in azione per il 2026-27 genererebbe un’evidente situazione di imbarazzo. Difatti, una riammissione alla Coppa del Mondo porterebbe alla spiacevole dinamica di vedere russi e bielorussi impegnati nel massimo circuito, senza tuttavia poter partecipare ai Mondiali.

Si ragiona in termini puramente teorici, ma si tratta di uno scenario nel quale si paleserebbe un evidente ostacolo pratico, quello della chiusura delle frontiere dell’Estonia all’ingresso dei cittadini russi e bielorussi. Difatti, la manifestazione iridata si terrà a Otepää dal 10 al 21 febbraio 2027. Rebus sic stantibus, chi fa riferimento a Mosca e Minsk non potrebbe prendervi parte indipendentemente dalla riabilitazione dell’Ibu.

In questo 2026, in altri ambiti, questa posizione politica della Repubblica baltica ha generato scompensi. Il riferimento è alla scherma, sport in cui la Russia è stata pienamente riabilitata. A gennaio la FIE, la Federazione Internazionale, ha deciso di revocare l’organizzazione dei Campionati Europei, che avrebbero dovuto disputarsi a giugno a Tallinn, trasferendo la manifestazione a Parigi nelle stesse date. Questo perché le autorità estoni si sono rifiutate di concedere qualsiasi deroga ai cittadini russi che avrebbero dovuto entrare solo per partecipare all’evento.

Ovviamente, la situazione potrebbe ripetersi nel biathlon se l’IBU decidesse di riabilitare questi atleti. Non avverrà, sia chiaro e alla federazione internazionale conviene così. Sarebbe stato invero sconveniente discutere un tema che avrebbe generato una situazione problematica in vista dell’inverno. La politica sportiva si sarebbe scontrata con quella reale. Pertanto, intransigenza o meno, conviene rimandare la materia a data da destinarsi.

D’altronde, nessuno crede possa “scoppiare la pace” tra Russia e Ucraina in tempi celeri. Indi per cui, lo scacchiere internazionale appare destinato a restare immutato almeno per qualche mese. Certo è che se la federazione russa dovesse vincere la causa intentata contro l’International Biahtlon Union di fronte al TAS di Losanna, allora lo scenario spinoso appena esposto potrebbe concretizzarsi comunque…

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