Tennis
Berrettini: “È stata una partita storta, una giornata storta. Complimenti a Navone”
Si ferma al secondo turno l’avventura di Matteo Berrettini allo US Open. L’argentino Mariano Navone, giustiziere di Djokovic, supera l’azzurro in quattro set dopo una battaglia di tre ore e mezza. Nella conferenza stampa successiva al match, Berrettini ha analizzato la sua prestazione con la consueta schiettezza.
Sull’atteggiamento nel match: “L’atteggiamento non è stato buono e purtroppo giornate così capitano. Con i se e con i ma sarebbe facile. È stata una partita storta, una giornata storta. Devo ovviamente fare i complimenti a lui: ha giocato, soprattutto dal secondo set in poi, molto bene, molto solido, ha mosso la palla molto bene. Io non sono riuscito a esprimermi né nel gioco né nell’atteggiamento. Purtroppo, dispiace, però bisogna accettarlo”.
Sulla scarsa visibilità in campo: “Io non vedevo bene. Però ognuno credo abbia occhi diversi e non mi piace attaccarmi a scuse o cose del genere. Facevo fatica e mi sentivo sempre un pochino in ritardo. Sicuramente le condizioni erano diverse: la palla andava meno rispetto all’altro giorno, c’era più umidità. Però sappiamo che il tennis e il tennista in generale devono sapersi adattare a tutte le condizioni, e io oggi l’ho fatto meno bene di lui. Infatti, ho perso”.
Sui numerosi errori commessi con il diritto e la valutazione tecnica della propria prova: “Immaginavo fossero più di 50, perché non vedevo la palla. Non mi piace dirlo, vorrei dirti un altro motivo, ma mi sentivo proprio che mi mancava la distanza; ero sempre sfasato. Alcune volte mi sentivo troppo appiccicato, alcune volte troppo lontano, non riuscivo a spingere bene. Non sapevo quanti errori fossero, ma lo sentivo. Comunque quello è il mio gioco, quindi dovevo andare avanti nonostante questo. Alcune volte ha funzionato a tratti, alcune volte meno. Soprattutto con un giocatore come lui, quell’arma nello scambio, con cui riesco a cambiare ritmo e a prendere campo, è fondamentale. Non sono riuscito a farlo: che dobbiamo fare?”.
Su ciò che è cambiato dal secondo set in poi: “La verità è che non mi sentivo tanto bene neanche quando ero sopra. Sentivo che il feeling non era buonissimo. Poi, quando mi sono ritrovato sotto nel punteggio, si è scatenato un po’ tutto. Sono andato dietro al punteggio, non sono riuscito a tenere botta. Alcune volte ci sono giornate in cui è veramente più difficile fare tutto e giornate in cui è difficile reagire. Ci ho provato: ho provato a stare zitto, a incazzarmi, a parlare, però non ha funzionato. Devo dire che è stato pure bravo lui a non concedermi tantissimo. Un paio di cose sicuramente le potevo fare meglio; ho giocato un paio di palle break in maniera inguardabile. Però è così, ragazzi: lo sport, purtroppo o per fortuna, si decide sugli episodi, su come uno affronta le difficoltà, e oggi lui è stato più bravo di me”.
Sulle condizioni fisiche: “Sì, è una lotta continua, però esco dal campo comunque che sto bene. Ma non mi va neanche di parlarne: sto bene”.
Sulla capacità di provare a lottare anche in una giornata non perfetta: “Questo me lo devo concedere. Comunque, sono riuscito a tirare fuori, secondo me, tutto quello che c’era oggi, che evidentemente non era abbastanza per vincere. Però, alla fine, in qualche modo riesco sempre a tirare fuori qualcosa e a lottare fino alla fine. Mi sarebbe piaciuto godermi questa partita in maniera diversa, stare in campo in maniera diversa. Però devo guardare al percorso di quest’anno, da dove sono partito, ai mesi difficili che ho passato. Gli ultimi mesi sono stati veramente duri per un milione di motivi e non è facile fare questa roba, quindi me lo devo riconoscere. Adesso mi prenderò qualche giorno per smaltire, recuperare e poi si penserà ai prossimi tornei”.
Sulla preferenza per il possibile incrocio con Djokovic e la possibilità di giocare su un campo con visibilità ottimale: “No, è ovvio che giocare con Novak è sempre un grandissimo onore e un piacere. Però bisogna anche fare i giusti complimenti a Mariano, che ha fatto miglioramenti impressionanti anche sui campi veloci. Sono sicuro che con Novak troveremo un altro torneo per giocare contro”.