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Bellucci: “Voglio provare a vincere contro Fritz”

Andrea Addezio

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Mattia Bellucci / LaPresse

Nel primo turno dello US Open Mattia Bellucci vince e convince. L’azzurro travolge il qualificato ungherese Zsombor Piros 6-4 6-2 6-0 e guadagna così il pass per i trentaduesimi di finale, turno in cui affronterà il complicato match contro lo statunitense Taylor Fritz, testa di serie numero nove. Al termine del match il tennista lombardo ha commentato la sua prova.

Sull’entità del montepremi guadagnato: “No, certamente no. Però penso sempre che, rispetto ad altri sport, siamo indietro sotto quel punto di vista. Uno che fa secondo turno in uno Slam, secondo me, deve guadagnare di più. È chiaro che si stia progressivamente migliorando dal punto di vista dei montepremi, però, per quanto guadagnano i tornei, si guadagna ancora poco”.

Sul rapporto con gli atleti di altri sport olimpici: “Certo, infatti penso che gli atleti di sport in generale debbano guadagnare di più. Sono consapevolissimo che ci siano atleti olimpici che guadagnano meno. Io so qual è la visibilità del mio sport, parlo per il mio sport e so quanto guadagnano i giocatori e quanta diversità ci sia anche più indietro, non soltanto giocando un secondo turno Slam. Ho amici che sono grandi atleti e guadagnano pochissimi soldi perché giocano Challenger, quindi io parlo per me, parlo per il mio sport, parlo per quello che vivo”.

Sul livello generale in questo momento: Bene, bene. Dopo la parentesi di Wimbledon, che è stata molto spiacevole, siamo riusciti a rimetterci in pista piuttosto rapidamente, anche più rapidamente di quelle che erano le nostre aspettative. Sono molto contento, consapevole che siano passate soltanto quattro settimane. Sono fiero di essere riuscito a tornare a un buon livello. Quattro settimane, ovviamente, dal momento in cui sono rientrato in campo a Montréal, però sono fiero di essere riuscito a rientrare rapidamente e a esprimermi a un buon livello”.

Sul torneo vissuto a Winston-Salem e la partita con Darderi: “Luciano è un giocatore molto forte, che sa sfruttare dei momenti e pochi punti all’interno di una partita, cosa che io non so ancora fare al suo livello. È uno che, appena gli dai un’opportunità, la prende. Io ho giocato un primo game nel secondo set molto brutto e lui si è attaccato a quel game, proprio di carattere, ed è riuscito a uscire da una partita che si stava mettendo male per lui. Dalla mia parte, per me è un grande piacere riuscire a confrontarmi con giocatori come lui. È chiaro che, quando uno va un set avanti, ha l’obiettivo di vincere anche il secondo set e quindi di portare a casa la partita. Mi sono concentrato un po’ troppo sul risultato: è un errore che delle volte mi capita e quindi la partita con Luciano non sono riuscito a portarla a casa. Detto questo, ho provato, come facciamo sempre, a guardare, analizzare, cercare di trarre sia le cose positive sia quelle negative. Sicuramente è una partita che mi dà un altro pezzettino in più per crescere ulteriormente”.

Sul prossimo match con Fritz, giocatore che convive con un problema al ginocchio: “Sì, è vero, mi hanno detto. Ho sentito che anche lui ha avuto problemi al ginocchio, però non ho visto il risultato di oggi; penso che sia assolutamente in condizione. Abbiamo giocato contro in Germania e sono riuscito a dargli filo da torcere, però ho dovuto fare una prestazione veramente importante per metterlo in difficoltà. Per me replicare questa cosa sarà veramente complicato. Sono da una parte contento di essermi meritato questa partita, dall’altra voglio veramente entrare in campo per sfruttarla il più possibile, cercare di tirar fuori il meglio e magari provare a vincere”.

Sulla mentalità con cui affrontare il match: “È chiaro che uno, quando entra in campo, entra in campo per vincere, altrimenti non ci sarebbe neanche la tensione prepartita, ed è quello che rende il nostro lavoro speciale. Il mio obiettivo è sfruttare queste partite per alzare il mio livello. Oggi credo di aver fatto una buona prestazione: sono rimasto concentrato e i momenti di difficoltà sono stati motivo di correzione, non di buttarsi giù o andare in particolare difficoltà anche a livello emotivo. So di stare crescendo molto dal punto di vista della gestione della partita. È chiaro che trovarsi dall’altra parte un giocatore come Fritz aumenta le difficoltà esponenzialmente”.

Sul valore dello stadio nel quale si giocano i match importanti: “Assolutamente. Non ci si prepara mai, però l’anno scorso ho giocato contro Alcaraz; quindi, quella partita per me era stata veramente complicata. Pensare di avere l’opportunità, potenzialmente, di ricalcare uno stadio così importante è una cosa che ovviamente mi fa crescere ogni volta”.

Sugli aspetti del gioco dell’americano che impressionano maggiormente: “La cosa che ricordo è che nel primo game della partita non aveva servito bene e, da quel momento in poi, aveva iniziato a servire benissimo. Quindi il servizio è stata la cosa… Nel terzo set non ricordo di essermi mosso tante volte per riuscire a rispondere. Quando giocava con la prima palla era praticamente ingiocabile. Ovviamente l’erba aumenta ancora di più la difficoltà rispetto al cemento, quindi risulta ancora più complicato rispondere contro giocatori che servono così bene. Però è estremamente preciso e quella è stata la prima cosa. Poi penso che, per la stazza e per la statura che ha, sia un grandissimo difensore, perché si muove presto. È uno che sa giocare veramente anche piuttosto lontano dal campo; delle volte si allontana in risposta, è uno che fa giocare un sacco di palle. Ricordo una dichiarazione in cui diceva: ‘Io tante partite le vinco giocando praticamente solo diagonale o facendo giocare soltanto il mio avversario’, perché sa esprimere un ritmo veramente alto che mette fortemente in difficoltà gli avversari e non è bravo soltanto in fase offensiva. Dovremo trovare un po’ di…”.

Sul livello a rete di Fritz: Io non ricordo questa cosa. È un giocatore che, comunque, appena la palla va, fa veramente male; quindi, non penso che giochi volée estremamente difficili. Però non ho questo ricordo; magari ricordo male, non lo so”.

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