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Basket: Virtus Bologna, in Eurolega per salire nel corso dei mesi

Federico Rossini

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Kessler Edwards / Ciamillo

A oggi è inutile nascondere la situazione: la Virtus Bologna viene data come squadra tra quelle che partono dalle retrovie in un po’ tutti i power ranking legati alla stagione di Eurolega 2026-2027. Il motivo è molto semplice: la squadra affidata ad Alex Mumbrú è in pieno ricambio di giocatori, coerentemente con una situazione di rinnovamento che deve necessariamente passare anche da questo tipo di cambiamenti.

Ci sono stati anni in cui le V nere hanno dichiaratamente puntato alle zone alte della classifica senza nessun tipo di remore, e anzi restano vive le memorie di quando il secondo posto veniva toccato nella stagione 2023-2024, quando a roster c’erano figure come Marco Belinelli e Toko Shengelia e in panchina l’attuale coach della Nazionale Luca Banchi. Nondimeno, il record a inizio gennaio era di 14-5, poi si ebbero il calo, l’uscita ai play-in contro l’Efes e le ultime due annate non certo contrassegnate dai viaggi ai piani alti.

Questa stagione può considerarsi quasi di transizione almeno per i primi due mesi. Sono andati via numerosi protagonisti delle annate passate, perlomeno nel gruppo degli stranieri, e adesso bisognerà capire almeno proprio in queste prime fasi come sarà possibile unire questo tipo di gruppo che ha anche dei gap generazionali non da poco: si va dai 39 anni a dicembre di Daniel Hackett fino all’estro ventunenne di Francesco Ferrari, passando per un importante blocco americano e la presenza sotto canestro di Kevin Kokila, francese che è destinato a risparmiare qualcosa in termini di minuti a Momo Diouf quando necessario.

Particolarmente interessanti le questioni nei ruoli di ala, perché con Kessler Edwards, Derrick Alston e Bobi Klintman questo ruolo è coperto in maniera anche migliore di quel che si può pensare, mentre più lontano dal canestro si è andati su figure di comprovata sicurezza: Marcus Carr, Tommaso Baldasso, Trent Frazier e l’uomo che è deputato a farsi un nome nel panorama continentale, Rasheed Bello. Ed è anche, forse, la grande occasione per riuscire a farsi un nome a livello continentale anche per Davide Casarin, dal quale ci si attende il rendimento al quale è atteso fin da quando era tra le maggiori speranze in campo giovanile assieme a Matteo Spagnolo e non soltanto.

L’esordio sarà comunque di quelli durissimi, con il Fenerbahce che non ha badato a spese, da Shavon Shields all’ex Will Clyburn fino a Shane Larkin e a Sertac Sanli. Ma anche in Turchia l’uomo cardine, per esperienza e comprensione delle fasi importanti, è ancora Nicolò Melli. E l’ha dimostrato anche nei primi scorci di questa stagione. Ecco il dato che alla Virtus inevitabilmente va costruito: il lato dell’esperienza. Questa squadra deve farsene molta, se ne farà nel corso del tempo e lo staff tecnico si augura che molte cose vengano assorbite il prima possibile.

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