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Basket, scatta la stagione 2026-2027 di Serie A: come sono cambiate le squadre con il mercato estivo
Il mercato estivo è sostanzialmente terminato (anche perché a essere terminata è l’estate: questa notte alle 2:05 ci sarà l’equinozio d’autunno). Ed allora è il caso di fare, per certa misura, le carte a una Serie A che di cambiamenti ne ha vissuti tanti, anzi pure troppi, tra le squadre in quanto tali, le novità interne alla stessa e quant’altro si è detto, letto e scritto in questo lungo, rovente periodo estivo.
Restando sul parco giocatori, la sfida base è tra Olimpia Milano e Virtus Bologna. L’Armani di Peppe Poeta sembra già una squadra particolarmente avanti sotto molti aspetti, come visto in Supercoppa, e ha trovato probabilmente una delle figure di maggior spicco di questo campionato: Moses Wright, potenzialmente uno dei giocatori più forti che vedremo in quest’annata con Garrison Mathews e Alec Peters sul fronte Olimpia. Per le V nere, invece, squadra affidata ad Alex Mumbru e con tanti cambiamenti per una situazione che, almeno nei primi due mesi, potrebbe avere quasi il suono dello sperimentale: dalla cabina di regia con Marcus Carr e Tommaso Baldasso fino alle speranze date d Wendell Moore, Kessler Edwards e Bobi Klintman.
Poiché di squadre ce ne sono però altre 14, e poiché la regular season ha spesso regalato incertezza negli ultimi anni, ecco allora che puntare su Napoli tanto male non pare. Matt Rizzetta ha messo a disposizione di Jasmin Repesa una squadra molto interessante, con buona parte del meglio del campionato degli ultimi anni in fatto tricolore, il ritorno in Italia di Marco Spissu associato a Jeff Dowtin e all’ala Zac Seljaas e, soprattutto, con l’esperienza garantita da Kaleb Tarczewski sotto canestro. Il passaporto, chiaramente, è anche quello per l’Europa. Ma si è mossa bene anche Varese: dietro Ioannis Kastritis aleggerà pure l’ombra di NBA Europe, però il roster è diventato davvero interessante: Nate Renfro vicino a canestro, Davide Alviti rimasto e, soprattutto, Amedeo Della Valle. Che, come nome, parla semplicemente da solo. In Supercoppa tanti i segnali positivi mostrati dalla Reyer Venezia, sia per quel che riguarda il tessuto noto (Jordan Parks e Amedeo Tessitori in testa) che in termini di quello nuovo (Glynn Watson). E un occhio va sempre tenuto su Tortona, dove ci sono Dante Maddox e Karim Jallow potenzialmente pronti a fare un campionato di quelli da ricordare.
Sono entrate in scena due squadre di Roma, tutte e due nate sotto la quota NBA Europe e tutte e due rilevando il posto di società esistenti. Una, la BC Roma, è di proprietà di Donnie Nelson con forte coinvolgimento di Luka Doncic (che firma il branding tecnico tra le altre cose): il faro di squadra è Nico Mannion, Corey Davis e Trentyn Flowers sono gli USA di spicco insieme a Paul Watson. La Maxima Roma, invece, nasce sulle ceneri di Brescia (ripartita dalla B con, ironia della sorte, uno che romano lo è al 100%, Marco Calvani), sotto la spinta di Paul Matiasic e con in squadra figure importanti sotto canestro come Miro Bilan e John Brown, ereditati dalla Leonessa, e anche oltre, come Aaron Holiday in cabina di regia (e occhio anche qui agli italiani, in particolare a Giovanni Veronesi).
Trento cerca di ripartire dalla solita questione EuroCup e da un roster nel quale si cercherà di valorizzare Cheickh Niang, nell’attesa che si possa recuperare pienamente Patrick Hassan, altro pezzo pregiato tra i giovani. Reggio Emilia, invece, farà la Champions League e si è costruita bene: Jaylen Barford, la conferma di Riccardo Rossato, un gruppo italiani valido, insomma di un buon campionato si può parlare sicuramente.
Poi ci sono le squadre senza l’Europa, da Treviso che ha perso Ed Croswell per cinque mesi ed è un colpo pesantissimo, fino a Udine che non ha più Mirza Alibegovic, ma può contare su Eimantas Bendzius e soprattutto Denzel Valentine, dalle neopromosse Verona e Scafati (l’una ha un giocatore di enorme qualità come Andrew Andrews, e scusate se è poco come grande realizzatore, e l’altra può senz’altro contare su Angelo Warner se questi riuscirà a essere affidabile) a Cantù che sotto Frank Vitucci mantiene una sua anima spiccatamente italiana e ha fatto entrare di recente Davide Moretti a roster. Poi c’è lo strano caso di Trieste, salvata dalle volontà di cessione di Matiasic, ma che ha fatto il roster tardi e si è trovata anche con la grana Markel Brown da risolvere. Dovrà forzatamente partire di rincorsa.