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Basket: l’Italia riparte da zero dopo i due ko con Bosnia e Serbia

Duccio Fumero

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Fontecchio / Ciamillo

L’Italbasket chiude la finestra estiva di qualificazione ai Mondiali 2027 con due sconfitte che pesano più per il modo in cui sono arrivate che per il punteggio in sé. Prima il ko per 78-76 a Tuzla contro la Bosnia-Erzegovina, formazione che dopo la prima fase occupava l’ultimo posto del girone; poi, ieri sera a Pesaro davanti al pubblico di casa, il 64-76 contro la Serbia dei campioni Nikola Jokic, Nikola Jovic e Nikola Milutinov. Due risultati diversi per contesto e aspettative, ma che raccontano la stessa storia: nella nuova fase a gironi, contro avversari di alto livello, l’Italia non ha ancora trovato compattezza e soluzioni.

La sconfitta con la Serbia era in qualche modo preventivabile, viste le individualità in campo dall’altra parte. Fa più male invece il passo falso di Tuzla, arrivato contro una squadra che si presentava come la più abbordabile del lotto e che invece ha saputo sfruttare i propri lunghi, Jusuf Nurkic su tutti, per mettere in difficoltà gli azzurri sotto canestro. È lì, nel pitturato, che l’Italia ha mostrato i limiti più evidenti in entrambe le partite: dominata a rimbalzo, costretta a concedere troppi tiri liberi e canestri facili in difesa. In cabina di regia Nico Mannion ha risposto presente con le sue giocate, ma alla squadra manca ancora quella continuità di gioco che un playmaker di riferimento dovrebbe garantire nei momenti caldi delle partite.

Il quadro della classifica del girone conferma la delicatezza del momento: l’Italia è terza con 5 vittorie e 3 sconfitte, alle spalle della capolista Turchia, ancora imbattuta a 8-0, e della Serbia, seconda a quota 6-2. Alle spalle degli azzurri, in corsa per l’unico posto ancora disponibile utile per la qualificazione diretta ai Mondiali, c’è la Lituania a 4-4, pronta ad approfittare di ogni ulteriore passo falso. Il margine di sicurezza costruito nella prima fase, quando il girone aveva avversari di livello inferiore, si è ormai praticamente azzerato: a novembre l’Italia affronterà in sequenza la Turchia in casa e la Serbia in trasferta, due sfide durissime nelle quali sarà necessario conquistare almeno una vittoria per non compromettere definitivamente il cammino verso la rassegna iridata.

Il commissario tecnico Luca Banchi non usa alibi ma inquadra la finestra per quello che è stata: un banco di prova contro le versioni migliori di due avversari di primissimo livello, arrivato peraltro a ridosso dell’inizio della preparazione dei club. “Ero consapevole che in questa finestra avremmo trovato la versione migliore dei nostri avversari”, ha detto il tecnico dopo il ko di Pesaro, ricordando quanto sia stata sfiorata la vittoria in Bosnia e sottolineando la necessità di costruire un’identità di squadra in vista delle prossime due finestre. Un elemento, quello dell’assenza dei big NBA a novembre, che potrebbe alleggerire il compito degli azzurri contro Turchia e Serbia, ma che Banchi stesso invita a non sopravvalutare: il vantaggio in classifica è ormai scomparso, e servirà una risposta di sostanza, non più solo di carattere, per tenere viva la corsa ai Mondiali 2027.

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