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Basket in carrozzina: Italia, ecco i 12 che cercheranno il titolo mondiale contro l’Australia
L’Italia in finale ai Mondiali di basket in carrozzina: un evento unico, difficilmente prevedibile, ma proprio per questo meravigliosamente da godere. Non era mai accaduto nella storia, e ci sarà un sabato nella tarda sera italiana tutto da godere. Andiamo alla scoperta dei 12 che domani sfideranno l’Australia alle 22:45.
L’uomo di punta, nonché capitano, è Filippo Carossino, ala-centro di categoria 3.5 dell’Unipol Briantea84 Cantù, tra i club più importanti del panorama italiano. Si tratta di gran lunga del nostro miglior giocatore, che per voler fare un paragone è una specie di lungo passatore con grande licenza di realizzare (non per caso viaggia in modo praticamente costante sopra i 20 punti soprattutto nelle sfide di rilievo). Suo vero e proprio “compare” vicino a canestro è il centro puro Giulio Maria Papi, categoria 4.0 in quota Dinamo Lab Sassari, la seconda opzione offensiva nella maggior parte dei casi. E difatti contro la Gran Bretagna è stato lui a contribuire prima a tenere a galla e poi a spingere avanti l’Italia.
Approfittiamo per ricordare che le categorie non sono casuali, ma fanno parte di un sistema che regola le limitazioni funzionali che il corpo ha. Una squadra, a livello IWBF (quello della federazione mondiale, in sostanza), non può superare i 14 punti complessivi in campo, perciò i quintetti vanno studiati in maniera precisa. Questa è la logica entro la quale tutte le squadre devono stare, senza eccezioni.
Il terzo uomo da tenere d’occhio è Andrea Giaretti, categoria 4.0, un altro lungo che può giocare nei ruoli di 4 e 5 che è però particolarmente importante quando si va in velocità. Spesso importante anche Ahmed Raourahi, guardia-ala da categoria 1.5, che ha licenza realizzativa in numerose occasioni con licenza di difendere. In un certo senso ne è il suo contraltare Driss Saaid, 1.5 che fa parte del blocco Sassari con Papi ed Enrico Ghione (lungo da 4.5 che però sta giocando pochissimo, sia proprio per la sua categoria che perché i quintetti ormai consolidati sono altri), mentre Giaretti è del blocco Cantù con Carossino e l’altro 4.5 Simone de Maggi, altro lungo che per le stesse ragioni di Ghione non sta giocando molto, anzi (ma è stato grande realizzatore in passato).
Come altro esterno importante c’è Alessandro Sbuelz, 4.0 che ha avuto anche un lungo passato nel basket in piedi ed è stato più volte in grado di riportare calma, punti e spinta nel clan azzurro in alcuni momenti difficili, dato che sa anche vedere bene il gioco. A proposito di letture di gioco, il play designato è l’1.0 Joel Boganelli, un organizzatore di gioco che, quando serve, ha anche licenza di andare a canestro. Completano il roster giocatori che finora di spazio ne hanno avuto poco, il lungo realizzatore 3.0 Gabriel Benvenuto, il play 1.0 Alessandro Pedron e l’esterno Luigi Topo, un volto che potremmo rivedere in futuro dato che è il più giovane con i suoi 19 anni (20 per Boganelli, 22 per Sbuelz). Per il resto parliamo di una squadra davvero molto esperta, con Carossino, Papi, Giaretti e De Maggi che costituiscono il nucleo storico assieme a Raourahi, Ghione e Saaid. Tutti insieme per la storia, in breve. Una storia guidata da Fabio Castellucci, alla prima da capo allenatore dopo che il decano storico Carlo Di Giusto è entrato nel ruolo di responsabile delle selezioni nazionali.