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Basket, i possibili giovanili italiani in rampa di lancio nella stagione di Serie A 2026-2027
La stagione 2026-2027 per quel che riguarda la Serie A ha un certo numero di giovani interessanti da seguire, ma nei fatti ce ne sono alcuni che, più di altri, avranno inevitabilmente i riflettori puntati addosso. Ne parleremo nelle prossime righe, precisando però una cosa: si parlerà in modo particolare di coloro che sono nati dal 1° gennaio 2005 in avanti. Censiremo in sostanza i tre nomi che più di tutti gli altri potranno esaltare tutti gli altri, fermo restando che esiste anche un blocco che va da Matteo Baiocchi in giù che potrebbe effettivamente avere spazio ed emergere.
Proprio premettendo ciò, si rimarca che in questo articolo non si tratterà di giocatori che, pur interessanti, sono fuori fascia considerata: si pensi a Leonardo Faggian e Octavio Maretto, classe 2004 di Napoli e Pesaro rispettivamente, e a Leonardo Okeke e Andrea Loro, classe 2003 di Cantù e Verona (senza contare neppure Davide Casarin che, pur essendo 2003, ha ormai una consolidata esperienza a livello senior).
Il giocatore che, se vogliamo, assume il ruolo di copertina è anche colui sul quale molte speranze sono riposte in proiezione futura. Cheickh Niang, classe 2008, faro dell’Italia Under 18 che ha raggiunto la finale agli ultimi Europei di categoria disputati in casa. Giocatore in quel contesto da 16,1 punti e 3,6 assist di media, è stato scoperto dall’Italia cestistica in Supercoppa Italiana 2025, quando, con la maglia di Trento, che ancora ha addosso, ha attraversato a rapide falcate il campo in un paio di occasioni e mostrato una tecnica della virata molto valida, tale da far capire che proprio sul piano tecnico è stato impostato bene. Giocatore di particolare esplosività, è in grado appunto di trovare cambi di ritmo importanti quando penetra, nonché una bella coordinazione quando si tratta di arrivare al ferro. Nondimeno, è utilizzato anche come valido difensore soprattutto sul perimetro. Per chi pensa di lui solo come del fratello di Saliou, niente di più sbagliato: è proprio un giocatore forte di suo.
Passiamo poi a Francesco Ferrari, che è già nel pieno giro della Nazionale. Classe 2005, l’anno scorso ha mosso il primo passo in un mondo più vasto chiamato Virtus Bologna, cioè Serie A, cioè Eurolega. E l’ha fatto mostrando tanti lampi. Da tiratore, questo è certo, ma anche con altre caratteristiche importanti: un’ala di 205 centimetri che attacca il ferro con buona coordinazione e valido modo di trattare la palla non si vede sempre, e ancor meno quando può farlo in più modi. Il gioco ce l’ha anche spalle a canestro, come a rimbalzo. Chiaro, l’anima forse principale resta quella del tiratore, ma a Bologna ha dimostrato diversi tipi di adattamento. Questa non sarà solo la sua stagione di affermazione, ma sarà anche e soprattutto di voglia di dimostrare che ai livelli europei può starci eccome. Intanto, in poco tempo, è riuscito a convincere sia Dusko Ivanovic che Nenad Jakovljevic, resta da capire con Alex Mumbru quale sarà il destino.
Infine, Patrick Hassan. Che, va detto, è anche il più sfortunato tra i citati. Un’operazione al tendine rotuleo destro, infatti, ha fatto sì che il classe 2007 di Trento sia costretto a rimanere fuori dai campi per circa quattro mesi. Il che, unito all’addio direzione NCAA di Theo Airhienbuwa, ha reso per il momento il progetto giovane dell’Aquila Basket qualcosa di stranamente “monco”. Quando rientrerà, Hassan cercherà di far valere una delle grandi doti che gli riconoscono un po’ tutti: la capacità di essere un bravissimo passatore. Una delle memorie di Marco Sodini agli Europei Under 18 è legata al fatto che un altro allenatore, durante la rassegna, si è complimentato per il fatto che Hassan non sbagliasse una scelta. Ha anche buona capacità realizzativa, ma volendo trovare qualcuno che vede il gioco, eccolo.