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Basket 3×3: ecco gli Europei ad Anversa. Italia al via con la squadra maschile

Federico Rossini

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Italia / fiba3x3.com

Di scena ad Anversa, da domani fino al 13 settembre, ci sarà la Europe Cup 3×3, perfettamente assimilabile nel concetto alla definizione di Campionati Europei della specialità in un certo senso “figlia” del basket in quanto tale. 12 le squadre al via sia al maschile che al femminile: l’Italia si presenta con i soli uomini dopo avere con essi ottenuto la qualificazione (e dopo averla mancata con le donne).

La selezione azzurra è composta da David Cournooh, Flavio Gay, Giacomo Leardini e Tiagande Willis-Alex Tio. Amedeo Della Valle, grande protagonista dell’ottenuta qualificazione, non è presente in quanto, nell’unica tappa del World Tour Master giocata dal Team Rome (uno dei due italiani che gira nell’ampio Pro Circuit della FIBA: l’altro è il Team Milan), si è fatto male a una mano, quella destra, contro la squadra di DeQing. L’attuale giocatore di Varese si è operato proprio alla mano prima di svolgere la preparazione con il suo nuovo club e solo di recente ha ripreso gli allenamenti a ritmi più sostenuti, ma è sempre tenuto sotto grande osservazione dallo staff varesino. Il che collima con il fatto che non lo si voglia davvero rischiare.

L’Italia se la vedrà nel suo girone, quello B, contro i Paesi Bassi domani alle 15:10, e ancora contro la Spagna sempre domani alle 19:20. Passano le prime due di ogni girone da tre: il girone B si incrocia con quello D. Poi, ovviamente, semifinali e finali, tutti in campo domenica 13. Questi i gironi nel torneo maschile:

Pool A – Serbia, Belgio, Svizzera
Pool B – Paesi Bassi, Spagna, Italia
Pool C – Lituania, Lettonia, Irlanda
Pool D – Francia, Germania, Estonia

Così invece la situazione riguardante le donne:

Pool A – Paesi Bassi, Ucraina, Azerbaigian
Pool B – Spagna, Ungheria, Slovenia
Pool C – Francia, Cechia, Svezia
Pool D – Germania, Polonia, Belgio

Ai microfoni della FIP si è espresso proprio David Cournooh, ormai una lunga esperienza dall’alto dei suoi 36 anni e un’ampia traiettoria tra A e A2: “Con la Nazionale maggiore non sono mai riuscito a debuttare in gare ufficiali. La mia ultima esperienza in Azzurro risale all’estate 2016, quando ho giocato qualche amichevole. Poi, è arrivata la chiamata del 3×3: non me l’aspettavo, ma è comunque arrivata. E adesso, a 36 anni, voglio onorare questa maglia in tutti i modi”. Poi passa a descrivere le differenze tra i due basket: “All’inizio è stato un po’ difficile, soprattutto a livello di fiato. Sono abituato al 5 contro 5 dove hai più pause, mentre nel 3×3 il gioco è decisamente più dinamico e veloce. Puoi fare una o due azioni e poi uscire subito. Quello è stato l’aggiustamento principale, la prima difficoltà che ho dovuto affrontare. Dopo le prime partite mi sono abituato ed è andato tutto bene. Nel 3×3 puoi essere più fisico e mi piace. Mi sono dovuto abituare a usare le mani in modo diverso, ed essendo un giocatore che fa della fisicità una delle sue armi migliori, è un vantaggio“.

E chiaramente indica anche la strada da seguire: “Dobbiamo essere bravi a comunicare noi in campo. Più partite giochi, più stai insieme e più riesci ad adattarti. Mi ricorda quando tutte le estati andavo al campetto con i miei amici a giocare“.

Qualche impressione dall’interno sul 3×3: “Lo sport sta crescendo molto. Anni fa sentivo di qualche torneo qua e là, mentre ora c’è una ricca programmazione di eventi e tappe in giro per il mondo. Ho fatto alcuni Challenger e tappe del World Tour. In vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, il movimento della pallacanestro 3×3 sta crescendo moltissimo. I nostri giovani ne sono la dimostrazione lampante, viste le due medaglie d’argento sia nel maschile che nel femminile ai Giochi del Mediterraneo. C’è bisogno che il 3×3 acquisisca sempre più seguito e io voglio far parte di questa crescita. È uno sport bello“.

Anche da questo lato della pallacanestro ci sono i giocatori in grado di impressionare non poco: “Mi ha molto impressionato la Serbia, trainata senza dubbio da Strahinja Stojačić, che è il numero uno al mondo. Vedendolo fuori dal campo sembrerebbe un’anomalia del sistema, invece è fenomenale. Fa sempre le cose giuste ed è un giocatore molto intelligente. Anche Worthy De Jong mi piace tantissimo“. E sul passare a tempo pieno al 3×3: “Se c’è la possibilità, perché no? Nel 5 contro 5 la stagione è lunga ed è difficile tenere il passo con gli eventi del 3×3. C’è bisogno di continuità in entrambi. Ma in futuro mai dire mai; se la cosa dovesse realmente materializzarsi potrei prenderla in considerazione”.

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