Tennis
Andy Murray: “I giocatori vanno subito sui loro telefoni, non credo sia la cosa migliore”
Andy Murray oggi è sostanzialmente vicino al team di Jack Draper. Il britannico, che non si è mai tirato indietro circa ciò che pensa del tennis, ha deciso di affidarsi a un altro senza peli sulla lingua, Andy Roddick, per parlare dello stato attuale del tennis. Chiaramente il tutto sull’ormai celebre podcast dell’americano, “Served”, un’istituzione per buona parte degli appassionati.
Murray contesta in particolare l’eccessivo uso del telefono da parte di molti giocatori: “Oggi si sentono storie su tanti giocatori e si vede anche in spogliatoio da quando sono allenatore. Loro escono dal campo e subito vanno sui loro telefoni, guardando e leggendo quello che dice il mondo. La verità è che questa non credo sia la cosa migliore per i giocatori, assolutamente“.
Si tratta di un’opinione che non corrisponde a quella di Coco Gauff, che citando anche i propri orari di allenamento afferma come, in linea generale, quel tempo prenda molta parte della giornata e fare un video su TikTok può far perdere sì e no 30 secondi. L’americana, in sostanza, ritiene non ci sia relazione tra l’uso dei social e un brutto rendimento sul campo.
Murray si è poi soffermato sulla collaborazione con Jack Draper, annunciato come di ritorno nel 2027: “Potrebbe tardare un po’, ma di certo tornerà. Voglio esserci nella prossima stagione per sostenere lui e il suo team. Perché ho accettato di aiutarlo? Perché Jack mi piace davvero, credo nel suo tennis e mi piace passare del tempo con lui“. E sul proprio essere sempre in viaggio: “Ho avuto altre opportunità di allenarmi oltre a lavorare con Novak, ma non volevo andare via 30 settimane l’anno. Uno dei motivi per cui è utile lavorare con un britannico è che Jack e io viviamo a 20 minuti l’uno dall’altro. Fosse stato negli USA non avrei potuto farlo“.