Atletica

Andy Diaz vince tutto, vola a 18.15, domina il triplo e… non è n. 1 del mondo! La beffa di fine anno nel ranking

Stefano Villa

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Andy Diaz / Grana/FIDAL

Andy Diaz ha dominato l’annata agonistica nel salto triplo, vincendo tutti i titoli a disposizione: a marzo si è confermato Campione del Mondo Indoor, ad agosto si è laureato Campione d’Europa all’aperto, a settembre ha messo le mani sul trofeo della Diamond League. Affermazioni sontuose accompagnate da misure mirabolanti: 18.15 metri a Birmingham, dove ha superato le Colonne d’Ercole della disciplina ed è diventato il quarto uomo della storia, ad appena 14 centimetri dal record mondiale siglato dal britannico Jonathan Edwards; 17.74 metri per alzare al cielo il diamantone e 17.47 per mettersi al collo la medaglia d’oro iridata in sala.

Miglior prestazione mondiale stagionale al coperto e outdoor, affermazione di lusso al Golden Gala di Roma con uno squillante 17.59 e seconda piazza nella tappa di Diamond League disputata a Oslo (17.59). Il grande rivale Pedro Pichardo si è inchinato a più riprese, frastornato nei due grandi eventi estivi, non riuscendo a brillare da Campione del Mondo all’aperto, schiacciato dalla caratura del fuoriclasse azzurro, diventato il volto simbolo della specialità.

L’annata agonistica si è però conclusa in maniera amara: Andy Diaz non è il numero 1 del mondo a fine stagione per il ranking di World Athletics. L’algoritmo studiato dalla Federazione Internazionale non ha premiato l’allievo di Fabrizio Donato, che ha chiuso al secondo posto in graduatoria con il punteggio di 1.379, alle spalle proprio del portoghese Pichardo, che svetta con 1.396 punti. Un epilogo che impone qualche riflessione sulla correttezza di questo meccanismo, da rivedere in alcuni dettagli.

Vengono considerati i migliori cinque riscontri per ogni atleta e se ne fa una media. Per Diaz: 1.417 della vittoria alle finali di Diamond League, 1.408 per il trionfo continentale, 1.368 per l’affermazione a Roma, 1.355 per la stoccata iridata di Torun, 1.348 per la seconda piazza di Oslo. Per Pichardo: 1.522 punti del trionfo ai Mondiali 2025 (17.91 metri, è quello che fa la differenza), 1.380 punti e 1.358 per due vittorie in Diamond League tra Doha (17.71 metri) e Losanna (17.44 metri), 1.369 punti per il secondo posto a Zurigo (17.51 metri) e 1.351 per l’argento continentale (17.76 metri). La media premia Pichardo con 1.396 punti contro i 1.379 di Diaz…

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