Tennis
Ambesi: “Su Jodar si è esagerato senza avere una chiara idea del campo. Sinner e Alcaraz sei spanne sopra tutti”
Il tonfo di Rafael Jodar agli US Open non può essere liquidato soltanto come una giornata storta. Per Massimiliano Ambesi, giornalista e analista di Eurosport, la sconfitta contro Bu rappresenta anche l’occasione per ridimensionare un racconto che, nelle ultime settimane, aveva proiettato il giovane spagnolo tra i possibili rivali di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Di questo e di altro si è parlato nell’ultima puntata di TennisMania, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Prima di tutto, però, c’è da analizzare ciò che è accaduto in campo. Bu ha giocato una partita di altissimo livello, mentre Jodar non è mai riuscito a trovare le contromisure. “Bu ha dei colpi pazzeschi e ieri gli sono entrati. Jodar non l’ha mai vista dall’inizio alla fine. Bu ha servito in maniera pazzesca, poi Jodar è stato molto falloso“.
Il dato statistico rende ancora più pesante la sconfitta: appena quattro game conquistati e nessuna palla break ottenuta. Un risultato che, secondo Ambesi, fotografa una superiorità totale del lucky loser. “Jodar ha fatto quattro giochi, nessuna palla break. Non era mai successo che una testa di serie così importante perdesse da un lucky loser in questo modo“.
Per Ambesi, il problema può essere anche legato al carico accumulato e alla necessità, soprattutto per giocatori giovani, di imparare a gestire una stagione sempre più impegnativa. Da qui il riferimento a chi sceglie di fermarsi per evitare di arrivare agli appuntamenti più importanti in condizioni non ottimali. “Io gioco quando è importante giocare“, ha ricordato Ambesi, citando il principio espresso da Carlos Alcaraz in conferenza stampa secondo cui può essere opportuno prendersi “un mese o due mesi” per prevenire gli infortuni. “In questo momento, per tante ragioni, lo stress psicofisico che ti porta a staccare può dare grandi benefici“.
Una riflessione che, secondo l’analista, aiuta anche a interpretare le controprestazioni viste a New York. “Alcaraz l’ha spiegato bene in conferenza stampa e così dà una risposta a queste controprestazioni, ovvero Nakashima, Jodar e Fils“.
Ambesi, tuttavia, invita soprattutto a non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo eccessivo che ha accompagnato Jodar negli ultimi mesi. “Io non ce l’ho con Jodar, ma con chi ha impostato un certo tipo di racconto, che lo dava tra i tre favoriti agli US Open 2026. Si è esagerato, parlando di vero rivale di Alcaraz e Sinner, senza avere una chiara idea sul campo“.
L’analista sottolinea inoltre un limite tecnico preciso: “Il ragazzo, raramente, propone variazioni“. E proprio questa prevedibilità può diventare un problema quando il livello degli avversari cresce e le partite vengono preparate nei minimi dettagli.
Il discorso cambia completamente quando si passa ad Alcaraz. Ambesi invita infatti a non confondere il concetto di condizione non ancora perfetta con quello di rendimento insufficiente. Nonostante questo, il rendimento dello spagnolo rimane elevatissimo. “Io non so se vincerà. Se poi devo dire la mia opinione, il primo concetto non è che Alcaraz e Sinner non siano due spanne, ma cinque o sei sopra gli altri“.
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