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Alexander Zverev si toglie qualche sassolino: “Tre finali Slam nel 2026? Ci credevo, sicuramente più di voi…”

Giandomenico Tiseo

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Alexander Zverev / LaPresse

Alexander Zverev si presenta in conferenza stampa dopo la semifinale degli US Open 2026 vinta contro Karen Khachanov che, almeno nel punteggio, potrebbe sembrare molto più semplice di quanto sia stata realmente. Il tedesco ha superato il russo in tre set, ma due dei tre parziali si sono decisi soltanto al tie-break. Una partita ad alta tensione, nella quale Zverev ha dovuto trovare nei momenti decisivi quel qualcosa in più che gli ha permesso di conquistare un’altra finale Slam.

Il diretto interessato lo sottolinea immediatamente, mettendo in guardia da una lettura superficiale del risultato: “Una vittoria in tre set, ma tutt’altro che semplice. Lui ha giocato incredibilmente bene. Ha lottato incredibilmente bene“.

Il passaggio più delicato della partita, secondo Zverev, è arrivato nei due set conclusivi. “Nel secondo e nel terzo set è più che evidente che avrebbero potuto andare entrambi in un senso o nell’altro. Io ho giocato qualche punto meglio qua e là e sono contento della vittoria“, spiega il tedesco.

Sasha racconta poi una delle evoluzioni più significative del suo torneo. Il teutonico ammette di essere partito con sensazioni tutt’altro che positive, fino ad arrivare, partita dopo partita, a costruirsi una nuova convinzione.

Il paragone con il 2020 è inevitabile. Anche allora Zverev raggiunse la finale degli US Open, ma senza mai trovare realmente il suo miglior tennis. “Quando ho raggiunto la finale qui nel 2020, non giocavo bene, ma non ho giocato bene per tutto il torneo. Curiosamente, non è mai cambiato nulla e sono arrivato comunque in finale, a due punti dalla vittoria“, ricorda.

Questa volta, però, il percorso è stato diverso. “Penso che il miglioramento sia stato piuttosto evidente. È una cosa fantastica, perché ho iniziato il torneo pensando: ‘Beh, è inutile, qui non combinerò nulla’, e invece eccomi qui, seduto a preparare una finale per domenica“.

Il n.2 del mondo non nasconde le difficoltà iniziali, ma proprio per questo considera ancora più significativa la trasformazione avvenuta nel corso del torneo. “Cose del genere possono succedere nello sport e nel tennis. In generale, le cose possono cambiare molto rapidamente, in positivo o in negativo. Per me, fortunatamente, è successo in positivo. Ora farò tutto il possibile per prepararmi a domenica“.

Tornando al confronto con la finale persa nel 2020: “È successo molto. Ho giocato tante altre finali. Ho disputato tante partite importanti da allora. All’epoca, ovviamente, era la mia prima finale Slam. Ero inesperto. Ero ancora un ragazzo giovane, direi. Sì, è diverso. È tutto diverso“.

E soprattutto sarà diverso il contesto dell’Arthur Ashe Stadium. “Sono abbastanza sicuro che domenica l’atmosfera sarà molto, molto diversa, indipendentemente da chi affronterò, e non vedo l’ora. Penso che sarà una sensazione fantastica giocare una finale in un Arthur Ashe tutto esaurito e non in uno stadio vuoto“.

Alla domanda se quella sconfitta del 2020 gli abbia lasciato delle cicatrici, il tedesco risponde senza esitazioni: “Fino a quando non ho vinto a Parigi. C’erano delle domande, dei dubbi sul fatto che sarei mai riuscito a vincerne uno. Ne avevo parlato apertamente prima“. Ora, però, quella ferita appartiene al passato: “Adesso che ne ho vinto uno, va bene“.

Uno degli aspetti più interessanti del percorso recente di Zverev riguarda il cambiamento del suo tennis. Il tedesco aveva parlato della necessità di giocare in maniera più aggressiva e questa caratteristica è diventata sempre più evidente nelle sue partite. La chiave, secondo lui, non consiste nel prendere una decisione improvvisa durante il match. “È una decisione consapevole che prendi in allenamento ogni singolo giorno, in modo che diventi automatica durante la partita“.

Il concetto è centrale nella sua filosofia: “Durante una partita non dovresti pensare. Non dovresti chiederti se fare questa scelta o quella scelta. Penso che tutto debba semplicemente essere un flusso. Inizia da come ti alleni e da quello che fai in allenamento. È così semplice, perché nel tennis hai al massimo un secondo tra un colpo e l’altro. Non hai tempo per pensare. Non dovresti pensare”.

L’avversario della finale sarà Ben Shelton, uscito vittorioso dal derby americano contro Frances Tiafoe: “Ben è un giocatore molto forte e potente. Un servizio devastante, colpi da fondo grandiosi. Tutto quello che fa è eccezionale“. Di fronte a un’eventuale atmosfera particolarmente favorevole al giocatore americano, Zverev non mostra preoccupazione. Anzi, sembra quasi cercarla. “No, mi piacciono questo tipo di atmosfere. L’ho detto anche in passato. Ho giocato contro tanti francesi in Francia. Penso che il pubblico più ostile, se vogliamo chiamarlo così, sia quando giochi contro un francese a Parigi Bercy. Era piuttosto intenso e mi sono sempre piaciute quelle atmosfere“.

La vittoria di un primo titolo Slam ha cambiato qualcosa?No, penso che non sia cambiato molto, a dire la verità. Ovviamente vincerne uno era l’obiettivo ultimo, ma ora ne vogliamo di più. Vogliamo raggiungere traguardi ancora più grandi“.

La fame, dunque, non è diminuita dopo aver finalmente conquistato uno Slam: “Stiamo ancora lavorando duramente per questo. Siamo ancora molto concentrati su questo obiettivo e penso che tutti abbiano ancora un obiettivo davanti agli occhi“.

In chiusura, arriva una delle risposte più interessanti della conferenza. Zverev viene fatto riflettere sul proprio rendimento stagionale rispetto a Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Il tedesco ha raggiunto più finali Slam di entrambi nel corso dell’anno e potrebbe anche chiudere la stagione con più titoli. La risposta è sicura, quasi provocatoria: “Ci credevo. Credevo che fosse possibile. Penso che non molti di voi ci credessero“, dice rivolgendosi ai giornalisti.

Il dubbio, in effetti, era comprensibile considerando il dominio esercitato dai due giovani rivali nelle ultime stagioni. Lo stesso Zverev lo riconosce: “La domanda era sempre: Carlos e Jannik giocheranno di nuovo tutte e quattro le finali Slam tra loro?“. E aggiunge: “Sì, ovviamente era una domanda assolutamente legittima, considerando come sono andati gli ultimi due anni. Sono contento di come è andata finora questa stagione, ma domenica ho un’altra grande partita e questo è il mio obiettivo“.

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