Tennis
Alexander Zverev: “Ho ritrovato fiducia nel mio tennis, Alcaraz un po’ arrugginito”
Alexander Zverev continua la sua corsa agli US Open 2026 con una prova di forza. Il tedesco, numero 2 del mondo e prima testa di serie del torneo, ha superato Botic van de Zandschulp nei quarti di finale con il punteggio di 6-2, 7-5, 6-1, conquistando l’accesso alle semifinali in appena due ore e 17 minuti.
Un successo netto, arrivato dopo una prestazione solida e autorevole sull’Arthur Ashe Stadium. Zverev affronterà ora il russo Karen Khachanov, in una sfida tra due giocatori che si conoscono da moltissimo tempo e che condividono, almeno in parte, caratteristiche tecniche simili.
Per il tedesco, però, il significato di questa semifinale va oltre il singolo torneo. Nel 2026 Zverev ha infatti raggiunto almeno le semifinali in tutti e quattro gli Slam, un risultato che testimonia una continuità ai massimi livelli. Un percorso impreziosito anche dal titolo conquistato al Roland Garros.
“Sono felice di essere qui“, ha raccontato Sasha in conferenza stampa. “È stata una partita diversa rispetto a quella di due giorni fa, ma sono comunque contento di aver vinto in tre set e di essere andato avanti“.
Uno degli aspetti più interessanti affrontati dal tedesco riguarda il cambiamento di prospettiva vissuto nel corso della sua carriera. In passato Zverev si è trovato più volte nella posizione del giocatore chiamato a conquistare il primo Slam contro avversari che quel traguardo lo avevano già raggiunto. Ora, invece, è lui ad avere l’esperienza del campione Major. Secondo il teutonico, tuttavia, questa esperienza non rappresenta necessariamente un vantaggio decisivo. “Penso che la persona che vincerà qui sarà quella che giocherà il tennis migliore. A volte è così semplice“, ha spiegato.
Il tedesco ha poi ricordato le sensazioni e le pressioni che accompagnano la ricerca del primo titolo Slam, sensazioni che conosce molto bene. “Ci sono i nervi e ci sono cose che ti passano per la testa quando cerchi di vincere il tuo primo Major. Ci sono passato anch’io. Credetemi, ho avuto ogni singolo pensiero che possa passare per la testa“.
Per il nativo di Amburgo, alla fine, la componente mentale deve lasciare spazio alla qualità del gioco. “Penso che, alla fine della giornata, il buon tennis prevarrà. Vedremo chi sarà il migliore venerdì e poi anche domenica“.
Il rendimento di Zverev in questa stagione rappresenta uno degli elementi più significativi. La presenza in semifinale in tutti e quattro i tornei del Grande Slam testimonia una costanza che il tedesco considera importante, ma che non vuole trasformare in una certezza acquisita. “Credo che più spesso arrivi a quel punto del torneo, più diventi qualcosa di normale, anche se è una cosa che non dovresti mai dare per scontata“, ha sottolineato.
Il numero 2 del mondo ha inoltre ammesso quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri nel tennis, soprattutto sul piano della fiducia. “So che nel tennis le cose possono cambiare in un battito di ciglia. Penso che la fiducia sia qualcosa di incredibilmente importante, ma che possa anche sparire molto velocemente“.
Zverev lo ha sperimentato personalmente dopo Wimbledon, quando la sua condizione è sembrata attraversare una fase di difficoltà. “L’ho capito dopo Wimbledon, quando non ho giocato bene nei due tornei sul cemento che hanno seguito, e poi ho ritrovato la fiducia qui“.
La soddisfazione per il percorso resta comunque evidente, anche se Sasha evita di guardare troppo avanti. “Ovviamente sono contento di come stanno andando le cose, ma guardando avanti spero ancora di disputare due buone partite qui“.
In semifinale Zverev troverà Khachanov, avversario che conosce da molti anni e con cui ha condiviso anche il percorso nei tornei giovanili. Il tedesco ha speso parole particolarmente positive per il russo, soffermandosi soprattutto sulla sua etica del lavoro. “Ci sono persone che dall’esterno non si vedono per quello che sono, ma penso che lui sia una persona che lavora duramente. È sui campi di allenamento più di quasi tutti gli altri“. Sulle caratteristiche del suo avversario: “È sempre alla ricerca di soluzioni. Cerca sempre nuovi modi per migliorare“.
E ancora: “È una grande persona. Lo conosco da moltissimi anni, qualcuno con cui sono cresciuto giocando i tornei juniores. Ho di nuovo un enorme rispetto per lui. Spero che venerdì sarà una grande battaglia“.
Sul piano tattico, Zverev prevede una partita nella quale sarà fondamentale riuscire a prendere il controllo degli scambi da fondo campo. Le caratteristiche dei due giocatori, infatti, rendono particolarmente importante la capacità di imporre il proprio ritmo. “Penso che quello che dominerà gli scambi dalla linea di fondo e sarà il più aggressivo probabilmente avrà il risultato migliore. Il nostro modo di giocare è semile, in un certo senso, perché siamo due piuttosto alti che cercano di dominare dalla linea di fondo. Quindi penso che vincerà chi riuscirà a farlo meglio“.
In conferenza stampa il n.2 del mondo ha anche commentato la partita dei quarti di finale tra Ben Shelton e Carlos Alcaraz, soffermandosi in particolare sulla prestazione dello statunitense. “Ben ha giocato estremamente bene dalla linea di fondo. È stato molto solido da fondo campo. È stato fenomenale da vedere“. Il teutonico ha poi individuato una possibile spiegazione per alcune difficoltà mostrate da Alcaraz. “Carlos forse era un po’ arrugginito. Da un po’ non affrontava un giocatore di primissimo livello, perché forse sbagliava qualche diritto in più rispetto a quanto faceva di solito. Ma credo che il merito sia di Ben. Ben ha giocato in maniera straordinaria“.