Tennis
Alcaraz difende i cinque set: “Sarebbe uccidere l’eredità degli Slam”
Carlos Alcaraz torna a Tokyo con una certezza sul presente e una posizione molto chiara sul futuro del tennis. Il polso destro, che lo ha costretto a uno stop e ha condizionato la sua stagione, sta dando segnali incoraggianti. E sul formato degli incontri del Grande Slam lo spagnolo non sembra disposto a fare concessioni.
Alla vigilia del debutto contro Alex Michelsen, Carlitos ha parlato delle proprie condizioni e del dibattito che nelle ultime settimane ha coinvolto il tennis internazionale. La priorità, in questa fase, è ritrovare continuità dopo il rientro agli US Open, ma il murciano guarda anche oltre il torneo giapponese.
Il problema al polso destro ha inevitabilmente lasciato qualche interrogativo, soprattutto dopo alcune prestazioni nelle quali il servizio non è sembrato ancora completamente libero. A Tokyo, però, Alcaraz ha fornito indicazioni rassicuranti: “Migliora ogni giorno“.
Il ritorno in Giappone porta con sé anche un precedente particolarmente positivo. Un anno fa Alcaraz aveva conquistato il torneo alla prima partecipazione, battendo Taylor Fritz in finale e aggiungendo un altro titolo a una stagione già straordinaria. Stavolta il contesto è diverso, ma il ricordo di quella settimana resta un punto di riferimento.
Il tema più delicato affrontato a Tokyo riguarda però il futuro degli Slam. L’ipotesi di ridurre gli incontri maschili al meglio dei tre set non convince Alcaraz, che considera i cinque set una caratteristica inseparabile dei quattro tornei più importanti.
La sua posizione è stata espressa senza ambiguità: cambiare radicalmente la formula significherebbe “uccidere l’eredità dei tornei del Grande Slam“.
Il confronto sul formato nasce da una discussione più ampia sulla durata delle partite e sulla necessità di rendere il tennis più sostenibile. Tra le proposte emerse c’è anche quella di Novak Djokovic, che ha ipotizzato di mantenere il meglio dei cinque set intervenendo però sulla struttura dei singoli parziali: quattro game e niente vantaggi sul 40-40.
Un’idea diversa dalla trasformazione degli Slam in tornei al meglio dei tre set, ma che va nella direzione di ridurre la durata complessiva degli incontri. Anche Andrew Abdo, responsabile esecutivo dell’Australian Open, ha alimentato il confronto sul futuro del formato e del punteggio. Il torneo australiano ha successivamente confermato il proprio sostegno agli incontri al meglio dei cinque set.