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WTA Washington 2026: Jessica Pegula e Alexandra Eala si confronteranno in finale

Federico Rossini

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Jessica Pegula / IPA Sport

Jessica Pegula contro Alexandra Eala. Da una parte la testa di serie numero 1 e padrona di casa, dall’altra una delle giocatrici con il maggior seguito da parte del proprio Paese, le Filippine. Questa è la finale del WTA 500 di Washington, che avrà davvero molti argomenti di discussione fino al momento in cui potrà avere luogo.

Pegula supera la russa Diana Shnaider, che inizialmente va anche per due volte avanti di un break (2-0, 3-1 e poi 4-1 per confermare la seconda volta in cui lo ottiene). Sul 5-3, però, perde la battuta a 15 e di lì prosegue il parziale di cinque giochi consecutivi da parte dell’americana, che s’invola verso la conquista del parziale. In un certo senso più canonico e rapido il secondo set, con Pegula che dall’1-2 vince 16 punti su 19, pare vicina a chiudere, ma improvvisamente quasi si blocca e spreca un match point. Subisce un controbreak, per sua fortuna non l’altro: 7-5 6-4, finale.

Eala, invece, batte la giapponese Naomi Osaka, comunque capace di produrre una settimana abbastanza interessante dal suo punto di vista. La filippina prende subito un break di vantaggio, ma lo cede nel turno di battuta successivo (da 1-1 a 2-2). Il primo set procede in modo lineare fino al 4-4, quando Osaka infila un altro passaggio a vuoto, recupera da 0-40, ma il break e poi il 6-4 non li evita lo stesso. Nel secondo parziale, invece, c’è poco sia da fare che da dire: Eala domina e potrebbe vincere anche più nettamente. Toglie subito la battuta a Osaka, nel game d’apertura, ha quattro chance nel quinto e poi, sul 4-2, ottiene un secondo break prima di certificare il 6-4 6-2 finale.

Se, in ogni caso, il risultato consolida lo status di numero 3 del mondo di Pegula, che si trova all’incirca a metà del guado tra Sabalenka-Rybakina e le altre in termini di punti, per Eala il discorso è diverso. Questa finale la trascina al nuovo best ranking di numero 24, e se dovesse vincerla ci sarebbe il suo primo ingresso nelle migliori 20, proprio al 20° posto.

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