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WTA Cincinnati 2026: Sara Bejlek non si ferma ed è in semifinale contro Coco Gauff

Federico Rossini

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Sara Bejlek / IPA Sport

Anche per la parte alta del tabellone principale del WTA 1000 di Cincinnati è tempo di allinearsi alle semifinali. E, alla fine, il quadro che emerge è molto semplice. Da una parte il duo delle migliori americane, Jessica Pegula e Coco Gauff, dall’altra un nome che è già storia di questo sport a 25 anni, Iga Swiatek, e quello di una delle migliori promesse dell’inesauribile serbatoio ceco, Sara Bejlek. Ma, proprio su Bejlek e Gauff, andiamo con ordine.

Chi pensava che per Bejlek le energie, dopo aver battuto Aryna Sabalenka, sarebbero finite si sbaglia di grosso. Il quarto di finale con Madison Keys è ricco di emozioni, con Keys che prende immediatamente il vantaggio di un break nel parziale d’apertura (prima 0-40, poi vantaggi) e non lo molla più, nonostante un’aspra lotta e tre chance di controbreak per la ceca, fino al 6-3.

Per l’americana le chance concrete ci sono, in formato 2-1 e poi 3-1 nel secondo set, ma stavolta il controbreak di Bejlek arriva nel sesto game e alla terza opportunità, il che gira il parziale dalla sua parte e, dopo un decimo gioco allungatosi, porta la sfida al terzo: 6-4. Qui accade un po’ di tutto: Bejlek va subito avanti di un break, ha anche una palla del 5-1, la manca, viene ripresa da Keys sul 4-4, annulla due palle del 5-6 (e di un secondo break, di conseguenza), ed alla fine si va al tie-break, dove il servizio diventa quasi opzionale. L’ex vincitrice degli Australian Open recrimina perché si fa riprendere avanti 4-2 e poi 5-4 e servizio, momento dal quale non vince più un punto: la semifinale è di Bejlek.

Più lineare, e anzi molto più netta, la seconda sfida di giornata, con Coco Gauff che non ha nessun problema contro Marta Kostyuk (6-2 6-2 il punteggio finale), che in questa notte dell’Ohio è sempre in difficoltà al servizio, perso tre volte nel primo set contro l’unica da parte dell’americana. L’ucraina non riesce mai a trovare continuità, va sotto 4-0 anche nel secondo set e molto raramente riesce a trovare contromisure sul servizio di una giocatrice che, in questa notte, è semplicemente in uno dei suoi momenti migliori del 2026. Finisce dopo un’ora e 11 minuti.

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