Pallavolo
Volley, Mondiali spostati in inverno? Perché sarebbe un danno, la protesta delle squadre e il calendario stravolto
I calendari internazionali dell’universo pallavolistico potrebbero subire un’importante svolta nel prossimo quadriennio. Da mesi si parla del possibile anticipo dei Mondiali 2029 e del 2031: dall’abituale collocazione di fine estate, la FIVB vorrebbe spostare la rassegna iridata nel periodo tra dicembre e febbraio. Si tratterebbe di un totale stravolgimento, perché significherebbe interrompere l’attività di club ben prima di Natale, riunire le Nazionali in prossimità delle festività e poi dare il via alle competizioni più importanti nel cuore dell’inverno.
Le società che pagano gli stipendi dei giocatori (aspetto mai da dimenticare) non stanno gradendo questa volontà di riprogrammare delle tabelle ben scandite, storiche e entrate nelle abitudini di pubblico, atleti, addetti ai lavori. Anche se non bisogna dimenticare che nel recente passato ci si fermava a gennaio per disputare i tornei di qualificazione alle Olimpiadi: vero, era una volta ogni quattro anni, ma non si tratterebbe di una prima volta assoluta. Gli Europei dovrebbero disputarsi nelle estati del 2028 (dopo i Giochi di Los Angeles), 2030 e 2032 (nella stagione delle Olimpiadi di Brisbane).
I Presidenti delle società della Lega Pallavolo Serie A e della Lega Volley Femminile hanno espresso la più netta contrarietà all’ipotesi di collocare competizioni internazionali nei mesi di dicembre/febbraio. Nel comunicato congiunto si legge: “Una scelta di questo tipo comprometterebbe gravemente la regolarità dei campionati nazionali, pregiudicherebbe il valore economico, sociale e sportivo che i club hanno costruito negli anni attraverso ingenti investimenti, altererebbe la preparazione tecnica e atletica delle squadre, aumenterebbe il rischio di infortuni e renderebbe definitivamente insostenibile un calendario già oggi eccessivamente congestionato“.
La richiesta è chiara: “I Presidenti chiedono alla FIVB di abbandonare qualsiasi ipotesi di collocazione di eventi internazionali nel pieno della stagione dei club, precisando sin d’ora che ogni decisione idonea a compromettere il valore economico e sportivo dei campionati nazionali comporterà l’assunzione delle conseguenti responsabilità da parte di chi l’avrà adottata. Il rispetto dei campionati nazionali non è negoziabile. Difendere i club significa difendere la sostenibilità, la credibilità e il futuro della pallavolo internazionale“. L’Italia, che detiene entrambi i titoli, sembra però essere sola: le altre Federazioni di rilievo non sembrano essere così contrarie…