Tennis
US Open 2026, i precedenti di Lorenzo Musetti a Flushing Meadows
Non c’è solo la storia professionistica del tennis di Lorenzo Musetti da raccontare in quel di Flushing Meadows. Agli US Open, infatti, il toscano ha anche un passato da junior che non può che definirsi importante. L’anno di partenza di tutta la storia del toscano a New York, nei fatti, è il 2018.
Quell’anno, infatti, oltre a trovarsi in un tabellone pieno zeppo di giocatori che sarebbero diventati buoni, se non ottimi, Musetti riuscì a issarsi fino alla finale, solo che a quel punto trovò Thiago Seyboth Wild, brasiliano che prometteva bene e anche meglio aveva iniziato la sua carriera da pro, salvo poi arenarsi tra problemi di infortuni e guai personali decisamente più importanti. Ad ogni modo, Lorenzo perse 6-1 2-6 6-2; si rifece nella finale degli Australian Open 2019, sempre junior chiaramente, con l’americano Emilio Nava.
Il nome non è scelto a caso, perché fu proprio lui il primo avversario newyorkese di Musetti nel 2021, anno di vero debutto a Flushing Meadows da pro. Al toscano servì un set per carburare, poi fu 6-7(5) 6-4 6-1 6-3. Al secondo turno, però, si palesò Reilly Opelka, l’americano che in quel periodo con il servizio-bomba e un’altezza a superare i due metri e 10 faceva tremare mezzo circuito. Musetti non aveva idea di come riuscire a trovare il break con costanza a quel tempo, e così finì 7-6(1) 7-5 6-4 per Opelka.
Nel 2022, invece, si andò particolarmente vicini ad avere il primo Sinner-Musetti in uno Slam. Jannik e Lorenzo erano nello stesso ottavo, ed entrambi ebbero giocatori particolarmente complicati da affrontare. Per il toscano fu durissimo il primo turno con David Goffin, il belga già battuto al Roland Garros 2021 e che, stavolta, mise in piedi una vera battaglia che l’italiano risolse 3-6 7-5 6-4 3-6 7-6(9). Successivamente sconfisse il qualificato olandese Gijs Brouwer in quattro set (6-7(1) 6-3 6-4 6-2), ma ebbe il problema irrisolvibile di Ilya Ivashka, il bielorusso che lo batté in quattro parziali (6-4 3-6 6-2 6-3) e poi portò anche Sinner fino al quinto.
Clamoroso, invece, fu l’esito negativo del 2023, anno in cui, da numero 18 del seeding, incappò in una sconfitta al primo turno tanto inattesa quanto piena di interrogativi per come arrivò, contro il qualificato francese Titouan Droguet per 6-3 0-6 6-7(5) 6-3 6-2. Considerando che, tolto Fritz, il tabellone da quel lato si aprì particolarmente, di chance per far qualcosa ce ne sarebbero state.
Nel 2024 un po’ la musica cambiò, anche se Musetti veniva dalla fatica non indifferente del post-Olimpiadi, dov’era riuscito a vincere la medaglia di bronzo sul Court Philippe Chatrier, quello del Roland Garros. Riuscì a risolvere finalmente il dilemma Reilly Opelka, anche se nel frattempo l’americano era di molto calato rispetto a tre anni prima (fu comunque 7-6(3) 1-6 6-1 7-5 di personalità), ma la vera battaglia fu contro il serbo Miomir Kecmanovic, sconfitto in cinque set per 3-6 6-4 6-4 2-6 7-5 al termine di un incontro con mille brividi. Lo sforzo, però, lo pagò con un decisamente più fresco Brandon Nakashima: l’americano, che non aveva ancora perso set, si fece valere e vinse 6-2 3-6 6-3 7-6(4).
Arriva finalmente il 2025, l’anno migliore che, poi, corrisponde anche a quello paradossalmente più lineare. Dopo un set di assestamento con il pericoloso bombardiere francese Giovanni Mpetshi Perricard, a Musetti ritoccò Goffin, un Goffin che però stava ormai dicendo addio al tennis e non era più quello degli anni d’oro, della finale alle Finals. Finì 6-4 6-0 6-2. Successivamente toccò a Flavio Cobolli, che però era letteralmente stravolto dopo due battaglie al quinto set contro Passaro e soprattutto Brooksby: si ritirò sul 6-3 6-2 2-0. Toccò poi allo spagnolo Jaume Munar, che fu sì sconfitto per 6-3 6-0 6-1, ma anche a causa di un malessere che non consentì allo spagnolo di concorrere al meglio. Certo, probabilmente Musetti per la condizione del periodo avrebbe vinto lo stesso, ma con i se e con i ma non si fa la storia. Storia che fu, invece, il derby più importante che si registrò fino a quel momento nel tennis italiano maschile: quello di quarti con Jannik Sinner. Il numero 1 non ci mise molto a mettere in chiaro le cose: 6-1 6-4 6-2 in una notte newyorkese che fu proprio tale.