Nuoto
Thomas Ceccon al bivio: “Detesto i 200, spesso non avevo voglia di allenarmi. Si avvicina il tempo delle scelte”
Thomas Ceccon ha conquistato la medaglia di bronzo sui 200 dorso agli Europei 2026 di nuoto, riuscendo a scendere sotto il muro di 1’54” per la prima volta in carriera e prendendo a sberle il record italiano. Il 25enne ha cercato l’attacco in corsia 8 fin dalle battute iniziali, ha sofferto nell’ultima vasca, ma è riuscito a meritarsi il gradino più basso del podio con il tempo di 1:53.96, chiudendo alle spalle dell’ungherese Hubert Kos (1:53.08) e del greco Apostolos Siskos (1:53.81).
Il Campione Olimpico di Parigi 2024 sui 100 dorso ha ottenuto il primo risultato di rilievo in campo internazionale sulla doppia distanza, entrando ufficialmente nell’elite mondiale in virtù del buon tempo siglato in quel di Parigi. Ora l’asticella si alzerà ulteriormente nella capitale francese, dove la manifestazione più importante della stagione è ormai entrata nel vivo.
Thomas Ceccon ha analizzato la propria prestazione ai microfoni della Rai: “Fatica, soprattutto alla fine. Ho un po’ mal di testa. Molto in breve: il podio si poteva fare, sapevo che era possibile, l’ho fatto, terzo va benissimo. Ovviamente il mio 1:55.7 fatto due anni non era un tempo che valevo, non mi apparteneva. Questo tempo incomincia a voler dire qualcosa: avevo pianificato 1:54 basso, ma volevo tanto fare meno di 1:54 e oggi è andata bene“.
L’azzurro ha proseguito, soffermandosi sulla tipologia di gara che ha deciso di inscenare: “Ho provato a fare una gara più aggressiva dall’inizio perché ero in una corsia laterale e potevo permetterlo. Tanta fatica nell’ultimo 50, ma si può migliorare. Ho fatto tanta fatica quest’anno, mi sono allenato tanto per fare questo maledetto 200 dorso e sono tanto contento, non voglio nasconderlo. Dopo tanti allenamenti e tanta fatica, dopo tanti allenamenti che non volevo fare e li ho comunque fatti, questo è il risultato“.
Poi la confessione: “So quanto mi sono allenato quest’anno, spesso non avevo voglia. Il 200 è una fatica che parte da lontano, prima di tutto mentale. E io mentalmente faccio ancora un po’ fatica. Oggi ho dato tutto me stesso. Gara che detesto un po’. Magari con un passaggio meno aggressivo, magari già oggi potevo fare qualcosa meno. A fine Campionato bisognerà decidere se fare bene i 50 o i 200. Conciliarle è molto difficile, bisognerà scegliere. Prima o poi bisognerà tirare le somme…oppure no! Magari potrei anche continuare a far tutto“.