Nuoto

Thomas Ceccon si lamenta per il programma compresso, ma le scelte strategiche lasciano perplessi

Giandomenico Tiseo

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Thomas Ceccon / LaPresse

La fatica è evidente, così come lo è la preoccupazione per un pomeriggio che si annuncia particolarmente impegnativo. Thomas Ceccon non si nasconde dopo la batteria dei 200 dorso degli Europei di nuoto: il tempo di 1’56”99 vale il quattordicesimo crono complessivo e, soprattutto, racconta di una gara nuotata senza mai riuscire a trovare davvero il cambio di ritmo necessario. Una prestazione che lo stesso campione olimpico ha accostato a quella del Mondiale dello scorso anno, quando al mattino aveva fermato il cronometro sull’1’57”1.

Fin qui, nulla di sorprendente. Un 200 dorso disputato in batteria richiede inevitabilmente un dispendio energetico importante e Ceccon ha ragione quando sottolinea quanto sia difficile affrontare una distanza del genere senza fare fatica. Il problema, però, è ciò che lo attende poche ore dopo: prima la finale dei 50 farfalla, poi, a distanza di circa mezz’ora, la semifinale dei 200 dorso. Un programma che mette inevitabilmente alla prova anche un atleta del suo livello. “Il problema saranno le due gare del pomeriggio in mezz’ora“, ha spiegato a RaiSport.

Ed è proprio qui che la riflessione diventa inevitabile. Perché la lamentela di Ceccon è comprensibile, ma il quadro complessivo lascia anche qualche perplessità sul piano strategico. Il veneto ha infatti scelto di presentarsi a questa rassegna continentale con un programma individuale estremamente impegnativo, articolato su quattro specialità, alle quali vanno aggiunti gli impegni con le staffette. Non si tratta, dunque, di un calendario imposto esclusivamente dagli organizzatori: una parte significativa di questa complessità nasce dalle scelte dell’atleta e del suo staff.

Naturalmente sarebbe semplicistico sostenere che Ceccon avrebbe dovuto rinunciare ad una gara. Un campione del suo calibro ha il diritto, e probabilmente anche il dovere agonistico, di misurarsi su più fronti. La sua versatilità è una delle caratteristiche che lo hanno portato ai vertici del nuoto mondiale e rinunciare a priori a una specialità significherebbe anche limitare le proprie ambizioni. Ma proprio per questo, quando si decide di affrontare un programma così denso, diventa necessario accettarne anche i rischi e le inevitabili conseguenze.

La questione non riguarda quindi la legittimità della sua osservazione, quanto la coerenza tra obiettivi e scelte. Se l’ambizione è competere per le medaglie in quattro gare individuali, oltre alle staffette, bisogna mettere in conto che prima o poi gli impegni possano sovrapporsi e che il recupero non sia ottimale. Soprattutto quando, come in questo caso, si passa da una finale sui 50 metri a una semifinale sui 200 dorso in un intervallo di tempo estremamente ridotto.

Ceccon, del resto, conosce perfettamente il prezzo della scelta. Lo ha detto lui stesso: “Oggi è molto dura“, spiegando che la finale dei 50 farfallaqualcosa ti toglie“. Ed è probabilmente proprio questo il punto. Il rischio non è soltanto quello di arrivare stanchi alla semifinale dei 200, ma di compromettere la possibilità di esprimersi al meglio nella gara sulla quale, per caratteristiche e percorso sportivo, il veneto sembra avere ambizioni particolarmente elevate.

Anche la sorpresa mostrata davanti alla velocità degli avversari al mattino aggiunge un ulteriore elemento di riflessione. Ceccon ha chiuso la batteria al sesto posto e al quattordicesimo tempo complessivo, con la consapevolezza che per entrare in finale potrebbe essere necessario avvicinarsi a quota 1’55”. Il margine per sbagliare, quindi, è ridotto. E affrontare una semifinale così competitiva dopo una finale dei 50 farfalla non rappresenta certamente la condizione ideale.

La sua fatica è reale e il calendario può effettivamente essere penalizzante. Ma un atleta che sceglie di essere protagonista su più distanze deve necessariamente fare i conti anche con la gestione delle energie, con le sovrapposizioni e con la necessità di stabilire delle priorità.

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