Nuoto
Thomas Ceccon rilancia: “Posso abbassare il tempo dei 200 dorso. Non è da tutti fare due gare in 20 minuti”
Venti minuti di fuoco per Thomas Ceccon. Prima la finale dei 50 farfalla, chiusa con un amaro quarto posto a soli quattro centesimi dalla medaglia di bronzo; poi dopo la semifinale dei 200 dorso, terminata in terza posizione, ma addirittura con l’ottavo crono totale, che vale comunque la qualificazione alla finale di domani per il rotto della cuffia.
Ai microfoni di Rai Sport HD, Ceccon ha commentato subito la sua semifinale dei 200 dorso, terminata con il tempo di 1’55”86: “Un tempo da finale mondiale, non c’è nulla da dire. Nelle gare che faccio io, non c’è niente da fare, fanno tempi da finale mondiale”.
Poi il ritorno sulla finale dei 50 farfalla (22”72), chiusa al quarto posto con un po’ di delusione: “Mi spiace veramente tanto tanto tanto. Io sono venuto qui per fare i miei migliori e bastava farlo per prendere la medaglia. Sarebbe stata una gara fatta bene. Comunque cambia poco, nonostante la medaglia sicuramente faccia piacere. Purtroppo abbiamo capito che il livello per vincere è ventidue e mezzo ed è un livello che è ancora fattibile, mentre se fanno ventidue e tre per me al momento è infattibile”.
La difficoltà dell’affrontare due gare molto ravvicinate: “Avevo venti minuti tra una gara e l’altra cosa che pochi al momento riescono a fare al mondo. Prima un 50 e poi un 200. La cosa molto difficile è fare un 50 di uno stile e poi il 200 di un altro”.
Sulla prestazione nei 200 dorso: “Sono sorpreso dall’ottavo tempo, anche perchè ho tirato tutto quello che avevo per vedere quello che veniva fuori e poi entrare in finale nel caso. Non fossi entrato in finale era un doppio flop, ma almeno una cosa l’ho fatta giusta e quindi va bene”.
L’ungherese Kos ha dominato la propria semifinale, sfiorando addirittura un incredibile record del mondo e terminando poi a 1’52”30, che gli vale quello europeo. Ceccon, però, prova a lanciare la sfida al magiaro: “In acqua mi sento bene e domani veramente è un garone. L’ungherese passa 53 ed io passo 3 secondi in più, ma domani so che posso passare più veloce e abbassare il tempo. Sarà una grande sfida”.