Nuoto

Thomas Ceccon la prende con ironia: “Andarci vicino conta solo a bocce…”

Giandomenico Tiseo

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Thomas Ceccon / LaPresse

Thomas Ceccon ha scelto l’ironia per raccontare la delusione di un oro europeo sfumato per appena un centesimo. Il nuotatore azzurro, dopo la finale dei 100 dorso agli Europei di Parigi, ha affidato ai social una frase breve e tagliente: “Andarci vicino conta solo a bocce“. Un modo di dire trasformato in una sorta di fotografia dello stato d’animo dell’azzurro, che il 17 agosto ha celebrato l’argento senza nascondere il rammarico per un titolo rimasto a un’inezia.

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In vasca, infatti, la distanza tra Ceccon e il greco Apostolos Christou, storico rivale dell’italiano, si è ridotta a un solo centesimo. Una misura quasi impercettibile per l’occhio, ma decisiva nel nuoto agonistico: quanto basta per separare una medaglia d’argento dalla vittoria e, soprattutto, per alimentare la sensazione di essere arrivati a un passo dal traguardo senza riuscire ad afferrarlo.

Da qui la scelta della metafora delle bocce. Nel gioco, arrivare vicino al pallino può essere sufficiente per conquistare punti; nel nuoto, invece, non esistono approssimazioni. Il cronometro non contempla il “quasi”: anche un centesimo stabilisce una gerarchia precisa. Ed è proprio questo contrasto a rendere particolarmente efficace la battuta di Ceccon, a metà strada tra l’autoironia e la frustrazione.

Il messaggio ha rapidamente attirato l’attenzione anche al di fuori dell’ambiente del nuoto. La Federazione Italiana Bocce ha infatti raccolto la provocazione con spirito sportivo, invitando ufficialmente Thomas a cimentarsi con le bocce in un vero bocciodromo, trasformando così una frase nata dalla delusione per una sconfitta in un’occasione di confronto, curiosità e leggerezza. Un invito accettato dal campione veneto.

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