Atletica

Stefano Mei: “Gli Inzoli dimostrano che possiamo aspettare Furlani con tranquillità. Jacobs e Tamberi hanno dato il via”

Stefano Villa

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Stefano Mei / Grana/FIDAL

Mattia Furlani si è infortunato durante le qualificazioni degli Europei 2026 di atletica e si è ritirato, dichiarando poi di avere chiuso la stagione in anticipo. Il Campione del Mondo di salto in lungo dovrebbe avere accusato una ricaduta dell’infortunio accusato due mesi e mezzo fa a Xiamen, ma saranno gli accertamenti a rivelare l’entità esatta del problema fisico.

Nel frattempo Francesco Inzoli ha firmato il miglior riscontro delle qualificazioni (8.34 con 3,1 m/s di vento a favore), senza dimenticarsi che un paio di giorni fa Daniele Inzoli si è laureato Campione del Mondo U20. Questo il quadro del salto in lungo alle nostre latitudini, in vista dell’attesissima finale della rassegna continentale in programma domani sera, dove Francesco sarà un outsider.

Stefano Mei, presidente FIDAL, è intervenuto sul tema durante la conferenza stampa del pomeriggio: “Come capita nell’atletica, ha avuto un problema fisico. Ha voluto provarci, speriamo non sia niente di serio e poi avrà tutto il tempo di rimettersi a posto per la prossima stagione. Non è qui che doveva dimostrare il suo valore. È ancora molto giovane, ha 21 anni, tutto il tempo davanti a sé. I fratelli Inzoli stanno dimostrando che possiamo aspettarlo con tranquillità”.

Inevitabile ricordarsi del 1° agosto 2021, quando Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi diedero una svolta all’atletica tricolore: “Qui abbiamo due campioni che hanno dato il via. La sera del 1° agosto 2021 è la più memorabile dello sport italiano, ma il movimento non si limita ai protagonisti di Birmingham. Ci sono migliaia di atleti che lavorano tutti i giorni per cercare di emularli. È un circolo virtuoso che non dobbiamo assolutamente interrompere, sempre investendo e cercando di fare cose nuove. La FIDAL ha presentato la candidatura di Roma per i Mondiali del 2029, con l’appoggio totale del Governo. È un riconoscimento al lavoro dei ragazzi e dei tecnici sul territorio. L’idea è quella di restituire qualcosa agli atleti, offrendo loro la possibilità di giocarsi un Mondiale in casa, anche se non sarà facile ottenerlo”.

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