Atletica
Sofia Fiorini domina la maratona di marcia: “Ho aspettato il 30° km, poi ho dato gas. In allenamento mi diverto”
Sofia Fiorini si prende l’Europa e lo fa con una prestazione destinata a lasciare il segno. Al debutto assoluto in una rassegna continentale di atletica, la 21enne toscana conquista a Birmingham il titolo europeo nella maratona di marcia, imponendosi con un margine netto e fissando anche il nuovo record mondiale della specialità in 3h15:11.
La gara della portacolori azzurra è stata costruita con intelligenza e pazienza. Dopo un avvio condiviso con Eleonora Giorgi e la polacca Katarzyna Zdzieblo, Fiorini ha atteso il momento giusto prima di cambiare passo. Il distacco decisivo è arrivato dopo il 30° chilometro, quando la marciatrice di Bibbiena ha iniziato a fare realmente la differenza. Passata alla mezza maratona in 1h39:12, ha percorso la seconda metà della prova in 1h35:59, completando una progressione in negative split che le ha permesso di chiudere in solitaria.
Il crono migliora di oltre nove minuti il precedente primato mondiale, appartenuto proprio a Zdzieblo, che nell’ottobre 2025 aveva fermato il tempo a 3h24:19. La polacca ha comunque chiuso al secondo posto in 3h19:50, mentre il bronzo è andato alla spagnola Raquel Gonzalez in 3h20:49. Per l’Italia, oltre al ritiro di Giorgi, è arrivato anche quello di Federica Curiazzi.
Più delle cifre, però, colpisce il modo in cui Fiorini racconta una giornata storica. Ai microfoni della Rai, l’azzurra ha descritto la sua prova con una naturalezza quasi disarmante: “È stata una gara divertente, all’inizio ero un po’ in sofferenza perché dovevo avere pazienza. Poi quando mi è stato dato il segnale, dal 30° km ho iniziato a spingere e mi sono davvero divertita“.
Una filosofia che rispecchia il suo modo di vivere la marcia, dentro e fuori dalla competizione: “Cerco di vivere la gara sulla base di quello che sento e io mi diverto a marciare, fin dall’allenamento. Sicuramente, i grandi campioni di questo gruppo sono da stimolo. Siamo una squadra eterogenea, unita e penso che sia la nostra forza“.
Fiorini ha poi spiegato quale sia, per lei, il passaggio più delicato: “Per me la vera difficoltà è arrivare alla gara, poi quando competo è la parte che preferisco“. E anche il particolare legato al pettorale numero 512 è diventato un piccolo dettaglio simbolico di una giornata perfetta: “Avevo il 512 e il 51 è il numero ricorrente, spesso quando ho guardato l’ora in questi giorni usciva il 51, un numero ricorrente. Era destino“.
Il primo titolo europeo della carriera arriva così insieme a un record mondiale e certifica la crescita esponenziale di una giovane atleta che, a Birmingham, ha trasformato le aspettative in una prestazione da primato.