Tennis
Sinner, nuove indicazioni sull’infortunio: resterà un’altra settimana al J Medical
Non c’è fretta, perché l’obiettivo è evitare che un problema gestibile possa trasformarsi in qualcosa di più serio. Jannik Sinner prosegue il percorso scelto dopo la rinuncia agli US Open e, secondo quanto riferito da Sky Sport, resterà al J Medical di Torino anche per un’altra settimana. Il numero uno del mondo continuerà così la fase riabilitativa necessaria per risolvere l’infiammazione al ginocchio destro, prima di aumentare progressivamente i carichi di lavoro e tornare ad allenarsi in campo.
La diagnosi è ora più precisa: si tratta di un’infiammazione tendinea extra-articolare. Un elemento importante (riportato da Sky Sport) per inquadrare la situazione, perché questa tipologia di problema è meno preoccupante rispetto a un’infiammazione intra-articolare. Non è dunque una condizione che, allo stato attuale, fa pensare a un infortunio particolarmente grave, ma che richiede comunque attenzione, terapie e soprattutto tempi adeguati di recupero.
È anche in quest’ottica che va letta la decisione di non giocare a New York. Sinner avrebbe potuto provare a esserci, ma affrontare uno Slam nelle condizioni attuali avrebbe significato assumersi un margine di rischio non necessario. La scelta di fermarsi risponde invece anche una logica di prevenzione a lungo termine: curare il problema quando è ancora circoscritto, senza correre il pericolo che l’infiammazione possa aggravarsi con il carico di partite e allenamenti richiesto da un torneo di tre settimane.
Il ragionamento, quindi, va oltre gli US Open. Sinner ha scelto di sacrificare un appuntamento importante della stagione per tutelare il prosieguo dell’anno e, soprattutto, la propria condizione nel medio e lungo periodo. Una scelta conservativa, ma coerente con la necessità di non forzare i tempi davanti a un problema che può essere risolto più efficacemente attraverso riposo e riabilitazione mirata.
La permanenza al J Medical per un’ulteriore settimana va proprio nella direzione indicata. Il lavoro proseguirà in base alla risposta del ginocchio alle terapie e soltanto successivamente verrà stabilito quando aumentare l’intensità degli allenamenti sul campo. Il rientro, dunque, non è ancora una data fissata sul calendario, ma un traguardo subordinato alla completa risoluzione della criticità.
L’ipotesi resta quella di rivedere Jannik in campo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, con il torneo di Pechino come possibile appuntamento per il ritorno nel circuito. Ma, allo stato attuale, c’è un punto interrogativo. La partecipazione dipenderà dai tempi effettivi del recupero e, soprattutto, dalla certezza che il problema al ginocchio sia stato definitivamente superato.
La priorità, del resto, è chiara: risolvere l’infiammazione senza forzature e costruire il ritorno con gradualità. Pechino e Shanghai rappresentano oggi una possibilità, non un obbligo.