Canottaggio
Salvatore Monfrecola: “L’obiettivo è una medaglia a Los Angeles. Compagni in barca, amici fuori”
Nella nuova puntata di Focus, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, l’ospite è stato Salvatore Monfrecola. Il canottiere italiano è uno dei protagonisti dell’otto azzurro, con il quale ha disputato le Olimpiadi di Parigi 2024 ed ha ottenuto risultati importanti ai Mondiali ed agli Europei. Il napoletano ha raccontato nell’intervista la sua carriera ed i suoi prossimi obiettivi con i compagni di imbarcazione.
Gli ultimi risultati: “Parlando dell’evento è stata un’avventura bellissima. Noi canottieri non siamo abituati a tutto questo tifo e questa partecipazione. Sotto questo punto di vista gli inglesi sono un passo avanti. Siamo andati in gara contro la Gran Bretagna cercando il più possibile di insediarli. Alla fine quello che volevamo non è arrivato e c’è un po’ di amaro in bocca per questo. Semplicemente è una gara che è andata in modo diverso dalle altre. È una gara diversa fatta su un fiume con solo due equipaggi, sveli subito le tue carte. Siamo rimasti lì e poi ci hanno superato, non siamo riusciti a reagire”.
L’inizio con il canottaggio: “A Napoli siamo fortunati perché abbiamo il mare. Io sono arrivato al canottaggio un po’ per caso un po’ per volontà della mia famiglia e di mio padre. Da piccolo ho iniziato dall’atletica ma volevo fare uno sport acquatico. Per questo ho iniziato con quello che è diventata la mia passione ed il mio tutto”.
I primi risultati ed il gruppo dell’otto: “Sono cresciuto un po’ tardi. Ho vinto il mio primo titolo a 19 anni nel singolo. È partito tutto dall’imbarcazione singola che ogni tanto riprendo perché mi fa piacere. Poi sono passato sull’otto ed a volte sul quattro senza, dipende dalle annate. Il singolo è un po’ come guardarti allo specchio, ti mette davanti alle tue difficoltà. Nell’otto entri in un gruppo ed in un progetto comune. Devi cercare di andare forte. Oltre a dei valori fisici devi per forza avere dei valori umani”.
Gli equilibri del gruppo: “C’è un equilibrio perfetto ma ognuno di noi riconosce un leader che durante gli allenamenti e le gare prende in mano la situazione. Noi abbiamo un timoniere che ci dà delle direttive. In questo equipaggio abbiamo la fortuna di avere Giuseppe Vicino, il nostro capo voga. È un plurimedagliato olimpico che fa da leader e noi chiamiamo capitano. Noi condividiamo tutti gli spazi, vivendo quasi 200 giorni all’anno insieme condividiamo tanto”.
La qualificazione olimpica: “A settembre 2023 abbiamo fatto il Mondiale a Belgrado e siamo arrivati settimi. Si qualificano i primi cinque e noi sapevamo che la tappa di Lucerna era fondamentale per la qualificazione. Sapevamo anche che in questi mesi ci sono altre nazioni che provano a qualificarsi a maggio. Abbiamo sempre alimentato il sogno di potercela fare. È stata una delle soddisfazioni più belle che mi sono tolto. Ci siamo qualificati di un centesimo, ci è voluto il fotofinish. Quei secondi sono stati eterni, c’è stato un silenzio surreale. Poi siamo esplosi di gioia”.
L’Olimpiade di Parigi: “Il primo ricordo che rimane è quando vedi i cinque cerchi. È una ricompensa per tutti i sacrifici che hai fatto. Mi porto dentro la gioia di essermi qualificato e lo stimolo per allenarmi meglio ed arrivare più preparato ai prossimi. Ora stiamo lavorando per cercare il massimo dagli Europei, poi ci saranno i Mondiali. L’anno prossimo sarà l’anno di qualificazione”.
Proseguendo sui risultati conseguiti: “La stagione non è andata male. Siamo riusciti a vincere per la prima volta la coppa del mondo. Poi abbiamo fatto delle buone gare al Memorial Daloia. L’anno scorso il Mondiale è stato positivo con il quinto posto, anche l’Europeo con il terzo. Abbiamo alzato nettamente l’asticella per le ambizioni. In questo momento durante gli allenamenti ci sono delle fasi di down. Non mi sbilancio per gli obiettivi della stagione. Stiamo lavorando bene, siamo sereni. Non ci possiamo porre un obiettivo fisso, faremo il massimo”.
I diversi compagni di barca: “L’equipaggio è bellissimo perché siamo amici anche al di fuori lo sport. Con Nunzio Di Colandrea siamo cresciuti insieme nella stessa società. Quando siamo a Napoli ci frequentiamo molto. Gli altri ormai li conosco da una vita e mi trovo benissimo. Il più pazzo è Matteo Sartori che è anche il più giovane”.
Le prossime tappe e l’obiettivo Los Angeles: “Ogni mese cambio prospettiva. Sto finendo gli studi in ingegneria, devo laurearmi. Mi piacerebbe restare in un ambito sportivo più dirigenziale che tecnico. Sempre legato allo sport, mi piace vivere questo ambiente. Proverò con tutto me stesso di andare a Los Angeles per dare il massimo. Il sogno è la medaglia. Vorrei andarmene da lì con la soddisfazione di aver dato tutto. Potrebbe rappresentare la fine della mia carriera o un punto di passaggio”.