Tuffi

Romano Wang stupisce al debutto europeo e sfiora il podio dalla piattaforma. Titolo a Ternovoi

Giandomenico Tiseo

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Romano Wang / Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM

Calato il sipario sull’edizione 2026 degli Europei di tuffi. A Parigi è andata in scena l’ultima finale del programma, quella della piattaforma maschile, con due giovani azzurri ai blocchi di partenza: Romano Hao Jun Wang e Simone Conte.

A prendersi la scena è stato proprio Wang, autore di una prestazione tanto sorprendente quanto convincente. All’esordio assoluto con la Nazionale maggiore, l’italo-cinese ha centrato uno splendido quarto posto in una gara di altissimo contenuto tecnico, chiudendo con 455.75 punti al termine di una serie estremamente solida. Un risultato di grande spessore, impreziosito dal fatto di aver preceduto specialisti del calibro dell’ucraino Oleksii Sereda, sesto con 449.90, e del britannico Noah Williams, soltanto settimo con 425.40.

L’azzurro ha costruito il proprio piazzamento attraverso sei rotazioni di notevole qualità: 76.80 con il doppio e mezzo indietro con un avvitamento e mezzo, 77.55 con la verticale, 72.00 con il triplo e mezzo avanti, 73.60 con il triplo e mezzo ritornato, 75.90 con il triplo e mezzo indietro e 79.90 con il triplo e mezzo rovesciato. Punteggi ottenuti con un programma che, considerata la giovanissima età dell’atleta, presenta ancora ampi margini di crescita. Nei prossimi due anni il coefficiente di difficoltà potrebbe aumentare sensibilmente, permettendo a Wang di inserirsi stabilmente nella lotta per il podio internazionale.

Più attardato, ma comunque autore di una prova positiva, Conte. Il romano ha concluso al nono posto con 393.40 punti, pagando a caro prezzo alcune sbavature nel triplo e mezzo indietro e nell’esecuzione del quadruplo e mezzo avanti.

Il titolo continentale è andato al russo Ruslan Ternovoi, in gara sotto la bandiera degli Atleti Neutrali Individuali (AIN), capace di demolire la barriera dei 500 punti grazie a uno straordinario 524.20. Alle sue spalle ha brillato il tedesco Jaden Shiloh Eikermann, secondo con 513.05, mentre il bronzo è finito al connazionale Ole Johannes Rosler, terzo con 480.75. È stata proprio la capacità di eseguire con continuità tuffi dall’elevatissimo coefficiente di difficoltà a fare la differenza nella corsa alle medaglie.

Si chiude così un’edizione storica per l’Italia, che termina al comando del medagliere con un bottino di cinque ori, un argento e un bronzo. A trascinare la spedizione azzurra è stata una straordinaria Chiara Pellacani, autentica protagonista della rassegna, capace di impreziosire il proprio Europeo con uno straordinario pokerissimo d’oro.

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